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Battipaglia. Auto di lusso, arrestati i fratelli De Sia

Operazione Galaxy, 23 misure cautelari della GdF di Isernia (13 in carcere e 10 ai domiciliari). Ordinanza cautelare anche per i fratelli Antonio e Domenico De Sia, conosciuti per la rivendita di auto nuove e usate nella zona industriale. Il provvedimento è stato eseguito ieri dalla Guardia di Finanza  dopo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Isernia ed accolta dal Gip del Tribunale di Isernia. E’ stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo per l’importo complessivo pari ad € 7.499.220,05, per beni mobili ed immobili, somme di denaro, autoveicoli e quote societarie, nei confronti di 23 persone e 21 compagini societarie con sede in tutt’Italia.  Le accuse della Procura di Isernia nei confronti dei 23 indagati (Luigi Matrunola, Micheal Nardelli, Aladino Saldi, Maria Luisa Bifulci, Carmine Iannone, Francesco Tedesco, Giacomo Imperato, Adelaide D’Auria, Raffaele Falanga, Daniele Tanzella, Laila Saidi, Monir Saidi, Argentina Tedesco, Gioacchino Sacco, Emanuele Coppola, Alessandro Di Rienzo, Ottorino Bufalini, Massimiliano Cucciniello, Gabriele Gugliotta Silvana Sabrina Reinartz) sono di frode in danno dell'Unione europea e dell'Italia. Gli inquirenti sostengono che la frode sia fondata sull’utilizzo di sofisticate tecniche di falsificazione che sfruttavano le “falle” dei sistemi di controllo adottati dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dei Trasporti.  Oltre ad una miriade di aziende minori di varia provenienza geografica (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Abruzzo, Marche, Sicilia, Puglia e Molise), è stata rilevata la presenza di due grossi gruppi commerciali operanti rispettivamente nel Lazio e in Campania, risultati contigui con gruppi della criminalità organizzata (esponenti del clan dei casalesi operanti nel basso Lazio e clan camorristici dell’area vesuviana e nocerino-sarnese). In pratica, sfruttando l’indebito risparmio d’imposta costituito dall’I.V.A. non versata (aliquota del 22%), costituendo delle vere e proprie “posizioni dominanti” nel mercato nazionale degli autoveicoli di “lusso”, con l’ovvia conseguenza della distorsione del principio di libera concorrenza. All'esito delle indagini la Procura di Isernia ha messo le mani su un sistema ritenuto criminale, portando all'individuazione di: nr. 1576 autovetture di lusso, illecitamente nazionalizzati (tra cui Ferrari, Porsche, Maserati, Bentley, Jaguar, oltre ad una moltitudine di Mercedes, Audi, BMW, Land Rover); € 7.499.220,05 di I.V.A. evasa; € 51.572.268,86 di imponibile relativo all'emissione di fatture soggettivamente e/o oggettivamente inesistenti; nr. 167 persone fisiche coinvolte a vario titolo; nr. 159 concessionarie auto italiane coinvolte; nr. 9 società estere coinvolte.

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