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Cecilia Francese: «L’assessore alle Politiche Sociali espressione delle associazioni»

Lo ha detto la candidata a sindaco nel corso dell’incontro con le associazioni al Centro Sociale

Battipaglia deve riappropriarsi della guida del Piano di Zona, un assessore alle Politiche Sociali espressione delle associazioni e immediata costituzione delle consulte il cui parere deve essere richiesto come obbligo da parte dell’amministrazione. Sono questi alcuni dei punti essenziali dell’intervento della candidata a sindaco Cecilia Francese nell’incontro che si è svolto al Centro Sociale di via Guicciardini, con la presenza degli altri candidati alla carica di primo cittadino, con le associazioni presenti sul territorio comunale.

Il primo obiettivo è quello di riprendersi la guida del Piano di Zona che è passata, con un colpo di mano, a Pontecagnano Faiano.

«Sulla questione del  Piano di Zona va riproposto  con forza il problema  della sede – afferma la dottoressa Cecilia Francese -.  Battipaglia ha subito un vero e proprio scippo  all'indomani dello scioglimento del Consiglio Comunale. Noi partiamo dalla  semplice constatazione che questa è la città più grande dell'area interessata dal Piano di Zona. La città che contribuisce con maggiori risorse finanziarie. Noi rivendichiamo a pieno un ruolo centrale per la nostra città nella politica del Piano di Zona. Ruolo che comprende la questione della  sede, ma anche quella di una sorta di burocratizzazione delle politiche sociali. Quando parliamo di politiche sociali dobbiamo ricordarci innanzitutto che parliamo di persone. Siano essi bambini, giovani, anziani, donne, famiglie disagiate, noi stiamo parlando di persone, non di semplici numeri».

La scelta dell’assessore alle Politiche Sociali vedrà la ferma volontà di dare voce al mondo delle associazioni.

«Il prossimo assessore alle Politiche Sociali dell’amministrazione dovrà essere espressione del mondo delle associazioni – ha detto la candidata a sindaco dottoressa Cecilia Francese -. Una persona che questo mondo conosce bene. Dall’altro lato, per avere un dialogo continuo tra Comune e associazioni, c’è la necessità immediata di costituire le consulte che avranno Ma non basta insediarle le consulte, l'obiettivo deve essere quello di renderle davvero organismo importante del nuovo Comune. Per farlo diventa importantissimo dare loro dei poteri reali, come quello di essere obbligatoriamente ascoltate preventivamente dalla Giunta o dal Consiglio Comunale prima di adottare atti deliberativi in materia di politiche sociali. Oppure rendere obbligatorio il parere delle consulte in sede di approvazione del bilancio».

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