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Battipaglia paralizzata. Sommersa nell'acqua come Venezia

  • Scritto da Giovanni Coscia
  • Pubblicato in BATTIPAGLIA

Questa città ha un grande futuro. Senza dubbio alcuno. Un futuro radioso che la attende. Un futuro….nell’acqua. Battipaglia è divenuta e diverrà negli anni successivi, meta di turisti provenienti da ogni parte di Italia. Siamo come Venezia. Una città immersa nelle acque di una pioggia che se pur torrenziale, ha dimostrato e palesato la vergogna politica di un abbandono del suo territorio a partire dalla edificazione cementizia. Uno sfruttamento degli anni passati, trasmesso ai giovani di oggi ed alle generazioni che attualmente vivono la città. Una vergogna inaudita.Eppure c’è chi in consiglio comunale ha avuto l’ardire di esclamare: “ siamo figli e successori di una generazione politica che ha dato tanto a questa città facendola cresce a dismisura e dando lavoro a tutti”. Orbene, va detto altresì che le su citate parole, suonano come una tromba del giudizio a suo sfavore e con lui a chi ha voluto chiudere gli occhi dinanzi a cotanta strafottenza politica che ha fatto di questa città il vessillo o l’icona della ingordigia politica. Uno sfruttamento edilizio che non ha tenuto conto della problematica legata all’urbanizzazione e ad una crescita ad essa collegata, lasciando il territorio così come lo aveva lasciato nella sua ultima bonifica Ferdinando II di Borbone. Una bonifica del territorio ed una ristrutturazione retro-datata di almeno 200 anni. Qui non si dimenticano i missini, ovvero i post fascisti, che negli anni 60, conferivano il voto alla maggioranza, checchè oppositori in giunta ed in consiglio comunale, pur di ottenere una licenza edilizia tanto da poter edificare qualche fabbricato per una attività commerciale. Che vergogna. Oggi tutto viene palesato da quella “industria politica” che smaschera di netto l’abbandono verso il territorio cittadino. E’ bastata una mezza mattinata di pioggia, a mettere in crisi totale, una intera città. Quella che oggi è divenuta la vergogna della piana del Sele. Unitamente alle amministrazioni degli ultimi 30 anni, che hanno consentito lo scempio urbanistico senza nessuna accortezza per una rete fognaria adeguata e capace di smaltire le acque. Zona industriale completamente allagata; così come viale della libertà e per non parlare della zona adiacente all’area del cimitero, dove un fiume di acqua scorre verso il centro cittadino, con acque di un colore marrone da rabbrividire la pelle. Sottopasso allagato, ma non è una novità. L’opera consegnata solo un anno fa, ….beh, lasciamo stare. Una città in ginocchio. Si odono solo sirene di Vigili del fuoco. Città limitrofe, di contro, pur se attraversate da questo fenomeno atmosferico, non hanno avuto allagamenti nelle case e nelle attività commerciali. Battipaglia ha avuto tutto. Una città completamente paralizzata.  Un disastro. Ora gradiremmo almeno che chi ha avuto l’ardire di chiamarsi successore di politici che nel passato hanno dato lustro alla città, facessero il mea culpa e chiedessero scusa alla città tutta, in quanto è stato dimostrato il contrario di quanto affermato. Una connivenza tra politica e privato saltata fuori tutta d’un colpo. Quella politica ha consentito lo scempio ambientale. Oggi viviamo quel massacro. Una città cupa, una città affondata nelle sue acque e nella sua vergogna politica passata. Si dibatte per le aree di crisi, per la distribuzione di incarichi e quant’altro. Certo, in politica ci sta tutto; ma c’è in primis l’esigenza di una città genuflessa alle intemperie del passato politico che si porta sul groppone. Da qui deve iniziare questa amministrazione, prima di divergere i suoi interessi politici, verso  commissioni e incarichi. Forse si deve costruire anche qui il MOSE, proprio come a Venezia. La giunta Francese, prenda atto di quanto accaduto; si è trovata di fronte ad una realtà tremenda: una realtà che ha palesato tutte le manfrine politiche da almeno 40 anni. Ma la città ha un futuro come su detto: e Aznavour cantava,” come è triste Venezia”. Beh, non aveva considerato Battipaglia. Sarà la nostra una città dal grande futuro acquatico. Una seconda città nell’acqua come Venezia. Viva Battipaglia, viva Battipaglia. Ma anche io ho fatto le elementari alla De Amicis.  

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