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BATTIPAGLIESE, VOLESSIMO MOLLARE ADESSO?...l’opinione di Andrea Laganà

Domenica mattina ero stranamente ottimista. Non so perché. A testimonianza di ciò c’è un sms che ho inviato a Fabiano. “Vinciamo” gli ho detto. Lui stava per chiamare la neuro. Scherzi a parte, le sensazioni positive c’erano perché la storia di Davide che batte Golia ha sempre il suo fascino e poi perché quel campo sportivo a Sorrento mi rammenta sempre una delle emozioni sportive più belle di sempre. Peccato, ci siamo andati vicini, vicinissimi. Meritavamo almeno il pareggio e non è retorica questa ma una cruda verità. Ma la cruda verità non porta punti. Zero. Gli altri corrono: vincono, pareggiano, fanno punti. Noi no. Restiamo inchiodati a quella penultima posizione con tante paure e tanti dubbi. Eppure, stranamente, invece di farmi prendere dallo sconforto, mi sento stranamente ottimista. Ottimista perché non abbiamo una squadra da penultimo posto, non lo meritiamo. Lo abbiamo dimostrato a Sorrento contro la prima della classe. Lo dimostreremo anche domenica. C’è tempo, ci sarà tempo per i giudizi, i commenti, le accuse e tutto il resto. Ma quel tempo non è oggi, quel tempo non è adesso. Ora abbiamo il dovere morale e sentimentale di non mollare di un centimetro, di lottare su ogni pallone, su ogni contrasto. Metterci la testa, le gambe, il cuore, perderci un sopracciglio come ha fatto il “mio” capitano domenica scorsa. Domenica arrivano quelli che affacciano sul mare insieme a quello che fa le dirette su facebook. Hanno cambiato l’allenatore ma poco importa. Vengono a casa nostra e prima di andare via a mani piene dovranno chiedere il permesso, lottare, sudare e sputare sangue perché dall’altra parte ci sarà una maglia bianconera che pesa un quintale, ora come non mai. Volessimo mollare proprio adesso? Ma giura?!?

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Battipagliese, un piede e mezzo nella fossa… l’opinione di Andrea Laganà

Seguiamo da troppi anni questa squadra, seguiamo da troppi anni queste categorie che non possiamo nasconderci dietro ad un dito: siamo con un piede e mezzo nella fossa. Difficile, difficilissimo venirne fuori. Sarebbe utile, a questo punto, cominciare a ragionare sul raggiungere una migliore posizione nei play out. Ragionare sulla possibilità di giocarli in casa questi spareggi sfruttando al meglio la possibilità di avere due risultati su tre. Perché? Perché ad ora non sembrano esserci altre soluzioni. Anche quando giochiamo bene (bellissimo ma infruttuoso il primo tempo con la Palmese) non portiamo a casa punti. E allora vuol dire che deve andare proprio così, non c’è soluzione. Sarebbe da folli pensare di andare a far punti a Sorrento, Virtus Avellino, Castel San Giorgio e Nola oppure battere in casa l’Agropoli (anche se la squadra di De Cesare non è più quella di inizio stagione) o il Cervinara. Qualche residua speranza di portare a casa dei punti c’è con il Faiano o al massimo a Positano. Ecco perché era fondamentale battere domenica la Palmese ed invece…E pensare che avevamo iniziato anche bene, quasi benissimo. Poi l’inizio del secondo tempo, le sostituzioni, il cambio modulo (inspiegabile il passaggio alla difesa a 5), il crollo fisico, le differenze tecniche con gli avversari e la frittata è fatta. Adios. C’è scoramento, tanto scoramento, quasi sfiducia nelle mie parole ma ora come ora non riesco a vedere nessuno spiraglio di luce aldilà del tunnel. Siamo invasi da un buio pesto. Spero, immagino come tutti, di svegliarmi quanto prima da questo incubo. Ma ho paura di risvegliarmi in Promozione.

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Battipagliese, il problema è e resta strutturale… L’opinione di Andrea Laganà

Due osservazioni copiate palesemente ma che rendono bene l’idea su quella che è attualmente la situazione in casa Battipagliese. Il direttore di Telecolore Franco Esposito su Facebook parlando di Salernitana dice: “Il problema è e resta strutturale”. Il tecnico salernitano Eziolino Capuano, in una delle sue più famose massime, dice: “Non si può friggere il pesce con l’acqua”. Bene, se pensavamo che l’addio di Palmentieri e Santosuosso ci regalasse la salvezza automatica abbiamo sbagliato di grosso. Ce ne siamo accorti battendo soffrendo il Costa d’Amalfi domenica scorsa e ce ne siamo accorti, e come, perdendo malamente sabato a Solofra. La struttura, la colonna vertebrale di quella che era la squadra penultima qualche mese fa è sempre lì, è sempre quella. Non possiamo chiedere miracoli, non possiamo pretendere miracoli. Il miracolo vero e proprio sarebbe quello di raggiungere la salvezza senza passare per i play out. Non male sarebbe già giocarli in casa questi spareggi con la possibilità, almeno, di avere due risultati su tre. Il lavoro di Viscido, soprattutto sotto l’aspetto atletico-fisico, punta forse proprio a quel momento lì. Tutto o niente. Il momento delle gare abbordabili sembra essere passato. Adesso arriva la bufera perché di seguito avremo: Palmese, Sorrento, Agropoli e Virtus Avellino. Tutte squadre che lottano per la promozione o per un posto nei play off. Che sfiga, eh? Solo restando uniti si può provare a superare il prossimo mese. Rubacchiare qualcosina qua e là, senza pretese, per arrivare alla gara casalinga con il Faiano da giocare alla morte. E’ dura, lo so. E’ durissima. Ma siamo tenuti a crederci. Siamo obbligati a crederci.

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Stadio Sant’ Anna: passato, presente o futuro?... l’opinione di Andrea Laganà

 
 Il cavallo di battaglia della nuova dirigenza della Battipagliese è: “Torneremo al Sant’Anna”. In tempo di elezioni politiche ormai di proclami/promesse ne sentiamo uno al giorno quindi nemmeno in questo caso ci meravigliamo più di tanto. Ma analizzando concretamente la cosa siamo obbligati a chiederci se è cosa giusta o meno, se è cosa fattibile o meno e soprattutto se ne vale la pena. Tutti, e dico tutti siamo legati a quell’impianto e ai ricordi che porta racchiusi in se. Le vecchie, vecchissime generazioni raccontano di reti di recinzioni tremolanti, squadre avversarie intimorite, arbitri scappati con elicotteri e di ombrelli che volavano da una parte all’altra. La nuova generazione, invece, ricorda un campionato vinto coi denti ormai 8 anni fa e un periodo, a cavallo di Natale, che unì tutta la popolazione battipagliese, sportiva e non, a rimetterlo in sesto per chiudere un campionato vincente. Fu un bellissimo momento per la nostra comunità. Fu, appunto. Se partiamo con l’idea “Torniamo al Sant’Anna perché così le vinciamo tutte” siamo sulla strada sbagliata. Sono finiti quei tempi, mettiamocelo in testa. E poi, aldilà delle chiacchiere sterili, rendiamoci conto che c’è, ahinoi, uno stadio come il “Pastena” che non può essere buttato giù ma anzi, da inizio anno, è diventato la casa di una scuola calcio. Dichiarare inagibile il “Pastena” per tornare al “Sant’Anna”? Fu fatto nel 2009. Difficile mettere in piedi un teatrino del genere a campionato in corso anche perché al momento il Sant’Anna non sembra essere all’altezza di ospitare una partita di Eccellenza con centinaia di persone sugli spalti. Pericoloso, molto pericoloso. E allora direte: “Andrè, tu sei contro, allora, al ritorno al Sant’Anna?”. No, Andrea non è contro, Andrea è favorevolissimo ad un ritorno al Sant’Anna ma in un Sant’Anna, per forza di cose, diverso da quello attuale. I proclami e gli articoli sui giornali si sono sprecati sui finanziamenti europei messi in preventivo per rigenerarlo: ammodernamento delle tribune, nuovi spogliatoi e soprattutto campo in erba sintetica. L’assessore Gioia si è riempito la bocca di cifre, numeri, proclami, progetti, soldi, tanti soldi. E allora, caro assessore, ci sono questi soldi? Le gare d’appalto per aggiudicarsi i lavori sono stati fatte? Quando cominciamo? E’ in progetto una piccola (non si dica che siamo sboroni) tribuna stampa visto che quella vecchia è stata buttata giù? Se si, se la sente di intitolarla a tutti i giornalisti sportivi battipagliesi che ci hanno lasciato troppo presto (Polito, Guarino, Telese oppure direttamente a chi quella cabina l’ha ideata e costruita e cioè Mario Rossomando)? Facciamolo questo nuovo Sant’Anna, caro assessore, e allora forse, probabilmente, nel parcheggio di fronte reggeremo un busto in argento con la sua effige o, se preferisce, le intitoliamo lo spiazzale adiacente. Altro che largo Flavio Gioia a Salerno, qui avremo largo Michele Gioia. Mica pizze e fichi.
 
P.S. Vittoria col Costa d’Amalfi. Bella e sofferta ma dopotutto siamo abituati a soffrire. Va bene così. Un’annotazione: che partita ha fatto Guerrera! Bravo Ciccio. Ma bravo anche De Giorgi. Raccogliere punti anche a Solofra adesso. Senza se e senza ma.
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RIVOLUZIONE BATTIPAGLIESE: DIMISSIONI PALMENTIERI E SANTOSUOSSO. PUMPO PRESIDENTE E VISCIDO IN PANCHINA

Era nell'aria da un paio di giorni ma adesso c'è l'ufficialitá: Mario Palmentieri si é dimesso dalla carica di presidente della Battipagliese e con lui il tecnico Pasquale Santosuosso.  A subentrare al vertice della società zebrata é il suo vice Mario Pumpo che verrà affiancato in questa nuova avventura da Carmine Guariglia (ex ds nella passata stagione), Francesco Della Corte e Gino De Martino. In panchina dovrebbe andare Gerardo Viscido.  L'obiettivo societario é di chiudere nel modo più degno possibile questa nefasta stagione, salvare il titolo e la categoria.  Primo impegno quello di domenica al Pastena contro il Costa d'Amalfi. 

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Battipagliese, grazie di tutto presidente ma arrivederci… l’opinione di Andrea Laganà

E’ questa la settimana decisiva. Palmentieri e Santosuosso andranno via. Non lo nego, mi dispiace. Palmentieri lo voglio bene come uomo e come presidente. Non voglio dirlo ma ho l’impressione che da qui a cinque/sei anni lo rimpiangeremo. Rimpiangeremo la sua passione e rimpiangeremo la sua stabilità economica. Palmentieri ha commesso errori grandi, enormi. Lui li ha ammessi e se ne dispiace. Abbiamo discusso spesso e volentieri sulle scelte fatte e su quelle non fatte ma il suo carattere è così e va preso così e noi lo abbiamo preso così. Non possiamo dimenticare quando e quanto lo abbiamo osannato adesso che lo contestiamo. Non possiamo avere la memoria di un pesciolino rosso e dimenticare quello che ha fatto. Almeno un “grazie” glielo dobbiamo, se lo merita. Un grazie glielo voglio dire al di fuori di ogni retorica. L’ho visto piangere per questi colori, per questa maglia. L’ho visto stare male, chiudersi in se stesso, non rispondere a telefono. Queste sono cose che solo chi è stato al suo fianco in questa avventura ha potuto vedere rimanendo a bocca aperta. Spero, a cuore aperto, che sia solo un arrivederci il suo, non un addio.
Un addio, invece, lo è per Santosuosso. Almeno il Santosuosso allenatore. Pasquale ha ancora da dare qualcosa in questo calcio “non professionistico” come direttore sportivo (a mio modesto parere) ma non più come allenatore. Quando alza il telefono e chiama qualcuno in giro per la Regione ci si mette ancora sugli attenti. E’ Pasquale Santosuosso, signori, non l’ultimo arrivato.
Al loro posto arriveranno nuove/vecchie conoscenze che hanno la consapevolezza di avere tra le mani una patata bollente. L’obiettivo minimo/massimo è salvare la categoria e salvaguardare il titolo. Farlo equivarrebbe alla vittoria di un campionato. Ci accontentiamo di questo.

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Battipagliese. Calma, calma, calma... l'opinione di Andrea Laganá

Ne abbiamo presi cinque a Cervinara. Ne abbiamo presi altri cinque domenica a Casalbuono. Fa male. É umiliante. Roba da chiudersi in casa e uscire direttamente tra sette giorni perché la fiera del "siamo una banda", "te l'avevo detto", "é colpa del presidente e dell'allenatore", é iniziata domenica alle 16 e 25 per la precisione. Sia chiaro che a diventare lo zimbello della provincia e della regione Campania non mi va e nemmeno di essere compatiti lo meritiamo peró prima di mandare tutto all'aria e sparare fuoco sul gruppo ci voglio pensare due, tre, cento volte.  Il gap con quelle che scappano davanti c'è, é palese e i cinque gol di cui sopra ne sono la chiara testimonianza.  Sarebbe facile racchiudere tutto nelle "papere" di Gravagnone e nella bravura di Robertiello che conosciamo bene,benissimo. Ma le due cose sono due facce della stessa medaglia. Giochiamo senza portiere da inizio campionato e questa cosa é grave, gravissima sapendo, tuttavia, che l'anno scorso avevamo in rosa un "numero uno" che tra i professionisti se lo sognano. Finiremo col dire e ridire un discorso trito e ritrito. Sono stanco di ripetere le stesse cose. Gli errori sono stati fatti e il presidente é stato il primo ad ammetterlo molto onestamente. E quindi? Adesso? Che vogliamo fare? Girare su se stessi ripetendo a menadito sempre la stessa cosa non ci porterebbe da nessuna parte. Il nostro campionato inizia adesso: é questa la verità. L'Eclanese sará il nostro Palermo (con le dovute proporzioni storiche). E che la squadra avellinese si preparasse psicologicamente ad una battaglia perché quell sarà.  I bagni dell'autogrill di Pontecagnano sono comodi per mettersi già in pantaloncini e maglietta. Vengano al "Pastena" giá spogliati.  Contestiamo se dobbiamo contestare ma non rompiamo adesso il giocattolo. Si tratta di vita o morte. Non abbiamo alternative.

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