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Battipagliese. Calma, calma, calma... l'opinione di Andrea Laganá

Ne abbiamo presi cinque a Cervinara. Ne abbiamo presi altri cinque domenica a Casalbuono. Fa male. É umiliante. Roba da chiudersi in casa e uscire direttamente tra sette giorni perché la fiera del "siamo una banda", "te l'avevo detto", "é colpa del presidente e dell'allenatore", é iniziata domenica alle 16 e 25 per la precisione. Sia chiaro che a diventare lo zimbello della provincia e della regione Campania non mi va e nemmeno di essere compatiti lo meritiamo peró prima di mandare tutto all'aria e sparare fuoco sul gruppo ci voglio pensare due, tre, cento volte.  Il gap con quelle che scappano davanti c'è, é palese e i cinque gol di cui sopra ne sono la chiara testimonianza.  Sarebbe facile racchiudere tutto nelle "papere" di Gravagnone e nella bravura di Robertiello che conosciamo bene,benissimo. Ma le due cose sono due facce della stessa medaglia. Giochiamo senza portiere da inizio campionato e questa cosa é grave, gravissima sapendo, tuttavia, che l'anno scorso avevamo in rosa un "numero uno" che tra i professionisti se lo sognano. Finiremo col dire e ridire un discorso trito e ritrito. Sono stanco di ripetere le stesse cose. Gli errori sono stati fatti e il presidente é stato il primo ad ammetterlo molto onestamente. E quindi? Adesso? Che vogliamo fare? Girare su se stessi ripetendo a menadito sempre la stessa cosa non ci porterebbe da nessuna parte. Il nostro campionato inizia adesso: é questa la verità. L'Eclanese sará il nostro Palermo (con le dovute proporzioni storiche). E che la squadra avellinese si preparasse psicologicamente ad una battaglia perché quell sarà.  I bagni dell'autogrill di Pontecagnano sono comodi per mettersi già in pantaloncini e maglietta. Vengano al "Pastena" giá spogliati.  Contestiamo se dobbiamo contestare ma non rompiamo adesso il giocattolo. Si tratta di vita o morte. Non abbiamo alternative.

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Battipagliese, tutti a Giffoni? Palmentieri smentisce e rilancia… l’opinione di Andrea Laganà

Bene, la smentita è arrivata. Dopo l’articolo pubblicato ieri sulla possibilità di spostare il titolo di Eccellenza della Battipagliese dalla città della piana del Sele a Giffoni Valle Piana nella prossima stagione, avevamo richiesto espressamente una smentita da parte del presidente bianconero Mario Palmentieri e la smentita è arrivata. Nuda, cruda, forte. La ripropongo integralmente per quanti di voi non l’abbiano letta sulla pagina facebook della Battipagliese: “Basta attacchi basta falsità la Battipagliese 1929 e il suo presidente Mario Palmentieri sono stanchi di ricevere continui e ripetuti attacchi gratuiti. Non abbiamo nessuna intenzione di portare il titolo da nessuna parte, nel caso dovessi lasciare perché stanco di fare calcio il titolo rimarrà sempre a disposizione della città di Battipaglia”. A queste parole aggiungo quelle dette alla mia persona in una lunga chiacchierata telefonica avvenuta ieri mattina: “Preferisco non fare più calcio invece che lasciare la Battipagliese. E poi ho fatto tutti questi investimenti quest’anno come il centro sportivo e adesso ho preso in gestione anche il campo dell’Aversana per far giocare il settore giovanile e sarei un pazzo a lasciare tutto il mio progetto così”. Tutto molto chiaro. Lungi da me avere la volontà di smontare la tranquillità della squadra ma continuo a ritenere che sia giusto che la piazza, i tifosi, gli sportivi sappiano determinate cose, determinate dinamiche. E si allontani, per carità di Dio, qualunque dietrologia nei miei confronti, del tipo: “C’è tizio e caio che ti dice di scrivere queste cose”. Se poi quel “tizio e caio” in questione è una persona a me per niente simpatica e che ha minacciato più volte di querelarmi. Quindi…uno più uno fa sempre due. Mettiamoci alla finestra e auspichiamoci un 2018 vincente e limpido. Altro non possiamo fare.

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Battipagliese, il titolo va a Giffoni? Cosa c'é di vero?... L'opinione di Andrea Laganà

Mettiamo per inciso che appena ho saputo questa notizia la mia reazione è stata: “No, non è possibile. Non è vero. Non ci credo!”. Ma poi chiunque mi fermava per strada in questo periodo invece di farmi gli auguri di Natale mi chiedeva se fosse vera questa cosa o fosse una bufala. Addirittura alcuni amici dall’hinterland napoletano mi hanno telefonato per chiedermi conto di questa vicenda. Si sa, quando una bugia fa il giro del mondo rischia di diventare una verità. Da buon (pessimo perché finisco col dar credito a queste illazioni) giornalista mi tocca dare la notizia nuda e cruda nella speranza, nell’attesa di una smentita perché è quella che ci attendiamo tutti.
I fatti: sembrerebbe, e dico sembrerebbe, che il presidente Palmentieri sia intenzionato a fine stagione a trasferire il titolo sportivo da Battipaglia a Giffoni Valle Piana perché ha ricevuto la promessa dal comune picentino della gestione totale del campo sportivo, il “Massimo Troisi”. La storia aumenta di particolari scabrosi quando si parla anche dell’aspetto tecnico e cioè che a fare pallone insieme al presidente Palmentieri nella prossima stagione proprio a Giffoni ci siano Tudisco in panchina e Tatanka nelle vesti di direttore sportivo. Ecco svelato l’arcano: una bugia più è grande, più finisce con l’assomigliare alla realtà. E’ vero tutto questo? Ci dobbiamo preoccupare? Nel dubbio resto dell’idea che mantenere i fari accesi in questo momento su questa vicenda sia indispensabile al fine di sbugiardarla il prima possibile e con toni forti. E se poi, a fine stagione, nonostante la smentita, dovesse accadere lo stesso quanto detto avremmo almeno una carta scritta a cui appigliarci per arrabbiarci senza attenuanti.

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Battipagliese, buon Natale, buon anno e che dio ce la mandi buona...l'opinione di Andrea Laganá

Vinciamo. Vinciamo con merito,senza attenuanti. Battiamo una buona squadra come il Castel San Giorgio e chiudiamo l'anno con tre punti importanti. Vabbene così. Basta e avanza per una stagione davvero maledetta ma che regala margini di speranza per un 2018 interessante. Ne abbiamo dette di ogni,abbiamo attaccato chiunque e difeso la maglia in ogni circostanza ma se sento ancora la parola "play off" uscire dalla bocca di qualcuno chiamo la Neuro.  Vi avverto. L'ha pronunciata anche Santosuosso in sala stampa ma lui é un ottimista di natura. Qui bisogna essere realisti e parlare di salvezza tranquilla, e nulla più. Parlare di altro é tardi.  Coccoliamoci questo Campione che quando veste il bianconero si trasforma manco fosse Superman.  Fallo un gol brutto Eddy ogni tanto,maledetto a te. Teniamoci stretto questo Rocchino che é davvero una bella scoperta. Bravo presidente. Vediamo di sistemare la barca ritrovando gli equilibri con il recupero degli infortunati.  Abbiamo ritrovato Guerrera che in questa squadra cade come il cacio sui maccheroni.  Inutile sarebbe l'arrivo di Maisto ma questo é solo un pensiero personale,nulla di che. Puntiamo ad un bel lavoro fisico in questi quindici giorni. E allora buon Natale,buon anno e che stavolta,davvero,Dio ce la mandi buona...

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Battipagliese, lo stadio “Pastena” é una latrina a cielo aperto… l’opinione di Andrea Laganà

Lo so, il titolo è molto forte ma rende bene, benissimo l’idea delle condizioni in cui versa lo stadio “Pastena” a Battipaglia. Lungi da me accusare gli attuali affidatari dell’impianto sportivo, ovvero l’Asd Battipaglia Calcio, che con molto coraggio e forse anche un po’ di sana incoscienza hanno abbracciato questa causa e la stanno portando avanti con dignità, ma è impossibile non gettare l’occhio su cosa è oggi quello stadio: una vergogna assoluta. Le colpe vanno rigettate indietro nel tempo, ad una classe politica battipagliese sempre troppo lontana dai fabbisogni degli sportivi. E’ assurdo che questo comune, che questa amministrazione non sia stata capace di accaparrarsi un euro, che sia uno, dalla regione o dalla comunità europea per rimodernare o completare l’impianto di viale Barassi. Ancora più scandaloso pensando al fatto che abbiamo visto passare il treno delle Universiadi 2019 e anche qui siamo stati colpevolmente assenti ad una fantomatica gara d’appalto. Che poi si vinca o si perda poco male ma almeno parteciparvi, entrare in lista sarebbe stato il minimo per una popolazione di 50-60 mila abitanti. La cancellazione del “Pala Schiavo” del rione Taverna, unico impianto cittadino presente per partecipare a questa manifestazione per le gare di volley, è l’ultima goccia in un mare di superficialità e assenza. Vedere poi comuni nei nostri paraggi con una popolazione notevolmente inferiore alla nostra è, permettetemelo di dire, completamente inaccettabile. Il comune ha fatto bene a scaricare questa patata bollente sui privati ma nemmeno può abbandonarli a sé stessi senza provvedere agli interventi urgenti di messa in sicurezza dell’intero stadio. Non basta un’imbiancata del tunnel e degli spogliatoi per ripulirsi la coscienza. Non basta più nemmeno nascondersi dietro alla frase: “In cassa non abbiamo soldi”. Basta! Assistere ad una partita di calcio allo stadio “Pastena” oggi è da eroi. Pensare anche di pagare un biglietto per assistervi è ancora più umiliante. Con la pioggia e con il vento, basta vedere il match di domenica con il Nola per non andare troppi indietro nel tempo, è impossibile. Come può una persona anziana o un semplice appassionato di calcio la domenica pomeriggio abbandonare la famiglia per recarsi sul campo a prendere acqua e freddo? Come può un imprenditore investire nella prima squadra di calcio della città sapendo che non può contare su quel 5-10% di introiti che possono arrivare dai biglietti domenicali o dagli abbonamenti annuali? Per questo continuo a ritenere un “folle” Mario Palmentieri che prosegue in questa sua avventura conscio di quanto detto sopra. Non appartengo nemmeno a quella categoria di persone che lo vorrebbe “abbattere” (per carità di Dio…) ma basterebbe una tettoia per coprire la tribuna centrale e quella laterale, dei sediolini confortevoli (basterebbero anche semplicemente puliti a dire il vero) e null’altro. Non dimentichiamoci che non abbiamo ancora un settore ospiti agibile e quindi il sano sfottò con la tifoseria avversaria o l’introito economico della vendita dei biglietti a quelli che vengono da fuori vengono meno ogni domenica. Vogliamo parlare delle luci? Della sala stampa? Degli ascensori che non funzionano? Della condizione dei bagni? No, sono stanco…

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Battipagliase, cosa ci dobbiamo aspettare sotto l'albero di Natale? .....l'opinione di Andrea Laganà

Dicembre,si sa, é il mese del Santo Natale ma é anche,e soprattutto,per noi calciofili,il mese del Santo Calciomercato.  Si può,così,correggere errori fatti in estate oppure potenziare quanto di buono già c'è.  Alla Battipagliese di buono c'è poco o nulla attualmente vista anche la pessima classifica attuale. E allora si punterà ad una rivoluzione quasi totale.  Quello che é certo é che Palmentieri non lascia ma raddoppia cercando di raggiungere la salvezza in questo campionato senza troppi patemi d'animo. Santosuosso gli ha messo sul piatto un paio di nomi,uno per reparto, e il presidente sta provando ad accontentarlo senza badare a spese. Sul portiere si proverà a puntare su un giovane di belle speranze,fresco vincitore di un campionato,oppure su una attuale riserva esperta tra i professionisti. Non é neanche da escludere,va detto,che vengano riconfermati sia Antico che Gravagnone.  In difesa,dopo l'arrivo di Casale e con l'esplosione di De Giorgi a destra,sembra essere il reparto piú completo con il solo Mangiapia che farà le valigie e saluterà la compagnia.  A centrocampo andranno via sia Blasio che Di Deo nonostante le rassicurazioni societarie a botta di comunicati stampa e di smentite. Pazienza.  Si sta lavorando per portare un centrocampista duttile che Santosuosso già conosce molto bene.  Vediamo. In avanti repulisti totale con Borrelli,Gassama e Longo che salteranno senza troppi rimpianti e dal loro ingaggio si punterà su un attaccante di peso,di categoria.  L'occhio,anche in questo caso,si sta buttando a sette chilometri dove lo smantellamento dicembrino porterà qualche buona offerta sul mercato. I piatti sono prelibati,speriamo anche convenienti.  Insomma,ad oggi,la Battipagliese rimane un cantiere aperto a tutti gli effetti dove non mancano le intromissioni esterne,telefonate napoletane a disturbare i pensieri di Palmentieri e Santosuosso. Sció,sció ciucciué....

P.S. domenica rivedrò la partita vicino al "mentore" Lucio...l'ultima volta ha portato bene...speriamo...

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Anche la Battipagliese deve partecipare allo sciopero generale... l’opinione di Andrea Laganà

A livello sociale la città di Battipaglia sta toccando, da un paio di anni a questa parte, uno dei suoi livelli più bassi. La paura di uscire la sera di casa è palpabile. L’impossibilità della classe dirigente, o politica che dir si voglia, di cambiare rotta è sintomo di un’incapacità generale che parte dal vertice e arriva giù giù fino all’ultimo gradino della scala sociale. Una generazione, l’ultima, che non ha né capo, né coda, né ideali positivi da seguire ma ha occhi per spiare nel buco della serratura e osservare Cecilia e Ignazio chiusi nell’armadio. Fa rabbia tutto questo, molta rabbia. In tutto questo squallore e immobilismo si piazza il calcio, lo sport che (qualche eccezione è lecita soprattutto negli oratori e in qualche scuola calcio) non fa nulla per smuovere tutto ciò che lo circonda. Nel corso degli anni abbiamo avuto occasioni, possibilità di poter cambiare rotta, alzare la coperta di indifferenza che ci copre e dire la nostra, alzare la voce indipendentemente da tutto quello che ci circonda, indipendentemente da come la si pensi su un determinato argomento. E il calcio, la Battipagliese può e DEVE far parte di questo processo di protesta a guida di tutto il mondo sportivo cittadino. Giovedì mattina c’è questa grande occasione, c’è la possibilità di unificare ancor di più la squadra di calcio alla propria città di appartenenza. E allora insieme agli studenti, agli operai, alle chiese sarebbe bello, caro presidente Palmentieri, che tutta la Battipagliese indossasse la tuta di circostanza della società e con a capo il capitano Emilio Criscuolo si unisse al corteo pacifico di protesta contro l’ampliamento del sito di compostaggio sulla zona industriale. Con loro i ragazzi della tifoseria (in molti già presenti nel comitato organizzatore dello sciopero), la squadra di basket e pallavolo (capito presidenti Rossini e Minutoli?): solo insieme Battipaglia può far sentire la propria voce.
P.S. Permettetemi di aprire anche una piccola parentesi calcistica. Raccogliamo la meritata seconda vittoria consecutiva contro il Positano (ben poca cosa). E’ presto per dire se la scintilla è scoccata. Adesso, il “mentore” Lucio, vuole andare nella “conca” di Sant’Agnello a giocare sul tappeto di biliardo per provare il tre su tre e far scendere dal “piedistallo” qualcuno. C’è aria di svolta…era ora!

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