giovedì, Giugno 30, 2022

Battipaglia strozzata dal traffico. Disagi alle attività commerciali ed inquinamento atmosferico

Negli ultimi anni sullo scenario delle tematiche non si è mai parlato di traffico urbano. Un problema serio e concreto, che da anni, ormai, crea notevoli disagi alla cittadinanza. Le maggiori pene sono sofferte dagli operatori economici, questi ultimi devono combattere quotidianamente con il traffico veicolare che rallenta notevolmente le attività di scambi commerciali. Da non sottovalutare l’aumento dell’inquinamento ambientale provocato proprio dal numero impressionate delle auto che invadono la città. Un disagio, che, comunque, incide sulla vivibilità e fa retrocedere senza ombra di dubbio Battipaglia in quella categoria di città diventata insopportabile, per tutti. Potrebbe, a qualcuno disattento, sfuggire l’argomento, riteniamo che parte del futuro cittadino si fondi sulla possibilità di una fluida mobilitazione sia all’interno sia all’esterno del perimetro urbano. Nelle ore di punta la nostra città è praticamente impercorribile, da un capo all’altro con l’auto ci si impiega poco meno di un’ora, sembra di vivere in una metropoli; il traffico a Napoli, famosa per il caos, scorre molto più velocemente che a Battipaglia. Non vogliamo fare retorica, in città non esistono posti auto; in un passato non molto lontano sono state fatte delle strisce sul manto stradale imponendo il pagamento del biglietto credendo o facendo credere che avrebbero risolto il problema. Se non sono stati realizzati nuovi parcheggi, come può essere risolto il problema? Rispetto a dieci anni fa, inoltre, la popolazione degli automobilisti è cresciuta mentre le aree sono rimaste sempre le stesse o addirittura sono diminuite per la costruzione di nuovi immobili. Allora, come si può trovare una soluzione? Non certamente solo redigendo il Piano Urbano Traffico, che a quanto mi risulta non è altro che la riorganizzazione del traffico sul territorio, cioè provvedimenti che invertono quello o quell’altro senso di marcia, chiudendo una o l’altra zona. E’ aberrante, i disagi non possono essere alleggeriti se non c’è un progetto che inquadra in modo globale il territorio, con interventi mirati mediante la creazione di nuove arterie stradali. 


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