martedì, Agosto 16, 2022

Battipaglia. Michele Capece, ancora una volta eroe. L’agente, libero dal servizio è intervenuto durante una rapina

Michele Capece, già decorato con Medaglia d’Argento al Valor Civile, benemerenza ricevuta dal Presidente Napolitano, è stato il primo a capire che qualcosa non andava. Non è la prima volta che l’agente del Corpo forestale libero dal servizio interviene durante una rapina, era già successo nel 2010 quando bloccò un rapinatore in fuga, riuscendo a disarmarlo e a consegnarlo alle forze dell’ordine, meritando appunto la Medaglia d’argento al Valor Civile e ancora nel 2007 che per fatti analoghi meritò un encomio semplice.  Questa volta è intervenuto a Battipaglia, sempre durante il corso di una rapina. Capece appartenente al Corpo forestale è in servizio alla Sezione Polizia Giudiziaria della Procura di Napoli, originario di Sicignano degli Alburni e da anni residente a Battipaglia dopo un periodo di 10 anni trascorso a Milano, è venuto in redazione a raccontaci quegli attimi prima dell’arrivo dei Carabinieri.  

Michele Capece: “E’ accaduto ieri verso le 16.30 circa, libero dal servizio, transitavo in prossimità di piazza Farina a bordo della mia auto quando notavo, davanti al minimarket Raju, un folto gruppo di persone guardare verso l’esercizio commerciale. La cosa mi è sembrata alquanto strana e fermata l’auto, sono sceso per accertarmi cosa stesse accadendo. L’attenzione dei passanti era rivolta a una rissa tra quattro presone, allora gridando procedevo a qualificarmi quale agente di polizia e intervenivotra le parti al fine di sedare la rissa, riuscendo fortunatamente nell’intento. Gli animi erano molto caldidifatti uno dei protagonisti con una bottiglia di birra aveva colpito al volto un altro partecipante, procurandogli una ferita al volto e alla mano. Sedata la lite e intesa la situazione, mi facevo consegnare il documento da un partecipante alla rissa e successivamente accompagnavo il ferito sanguinante alla vicina fontana chiedendogli se avesse bisogno di assistenza medica. Il ragazzo, mi rispondeva che stava bene e non aveva bisogno di alcun genere di cura. La fontana è stata comunque una scusa per placare gli animi…difatti portandomi lontano dal luogo della rissa, ed obbligando anche l’altro ragazzo a seguirmi,  mentre li tenevo sott’occhio ho potuto chiedere supporto al numero di emergenza, considerato comunque che era evitabile un intervento di forza per lo più anche difficoltoso vista la superiorità numerica dei contendenti. Dopo aver effettuato la chiamata, notando un poliziotto sulla porta dell’ufficio della POLFER mi sono recato da lui obbligando i due a seguirmi;e nel mentre informavo il collega dell’accaduto,il ragazzo ferito presentandochiari segni di instabilità fisica, sorreggendolo lo facevo camminare con l’altro suo accompagnatore a fianco che sincerandosi delle condizioni dell’amico mi aiutava nella traduzione in quanto il soggetto colpito, forse anche a causa dello status fisico, non parlava bene l’italiano. A questo punto verificato un peggiorare delle condizioni del ragazzo, mentre tentavo di chiamare  l’ambulanza, i due cambiavano atteggiamento nei miei confronti ponendosi in toni minacciosi e si incamminavano verso l’interno della stazione e uno di loro, quello ferito, mentre camminava barcollando cadeva a terra. Avvicinatomi nuovamente lo obbligavo a stare fermo ma lo stesso si alzava e strattonandomi si allontanava barcollando attraversando i binari e cadendo nuovamente tra il terzo e il 4 binario.  A quel punto ho udito il megafono annunciare il transito di un treno proprio sul binario dov’era fermo il ragazzo, precipitosamente mi portavo sul soggetto e afferrandolo con forza lo portavo sulla banchina del 4 binario.  In evidente stato confusionale e nel mentre gli dicevo di attendere l’ambulanza, lo stesso si rialzava nuovamente e si andava ad appoggiare sul piano di un vagone merci sul 7 binario. A questo punto, considerato lo stato fisico di entrambi i soggetti e ritenuto che non avevano vie di fuga, attendevo l’arrivo del supporto e di lì a poco udite le sirene scorgevo i colleghi dell’Arma dei Carabinieri che velocemente mi raggiungevano.Il giovane colpito si sdraiava a terra e nello stesso tempo arrivavano anche i vigili urbani e l’ambulanza. Vista la presenza di numerosi colleghi della Polizia Locale e dei due Carabinieri, ho aspettato il termine dell’intervento e mi sono allontanato.


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