BATTIPAGLIA: Più che aria di crisi, si può tranquillamente e con serenità, enunciare una fase di “gelo” nella maggioranza dell’amministrazione Francese. Una fase di stallo che vede Rivoluzione Cristiana, in una posizione attendista, in quanto la visibilità conferita al movimento cattolico-politico, ben lungi dalla visibilità che nei fatti concreti, meritava. In verità va sostenuto che il movimento guidato da Fernando Zara, ha ottenuto lo scranno da presidente del consiglio comunale, con Franco Falcone e defenestrato da altri incarichi che avrebbero fatto rilevare una maggiore visibilità al partito. Il tutto potrebbe risultare diafano, se al contrario il Sindaco/a Francese, dovesse conferire nei prossimi giorni, una maggiore elasticità a favore del movimento cristiano e ampliare quindi la rosa di incarichi agli uomini che di questa parte politica, è rappresentata da ben 3 consiglieri comunali. Il concetto salta fuori nel momento esatto in cui lo stesso Zara, potrebbe ottenere, quasi certamente, la ”chanche” alle prossime elezioni politiche, con una candidatura alla camera dei deputati, grazie proprio ad una sua maggiore visibilità sul territorio. Ma potrebbe fargli da contrasto proprio il sindaco/a, che di ritorno dalla lontana Arezzo, ed al cospetto della pseudo Le Pen italiana, Giorgia Meloni, che annovera solo un 3,6% contro un 27% della “frontista transalpina”,ha incassato una strizzatina d’occhio, allorquando la stessa deputata di Fratelli d’Italia, ha chiesto proprio ai sindaci dei comuni, la candidature nel partito, tanto da sostenere il progetto politico di Fratelli d’Italia attraverso una posizione che contrasta di netto con la sinistra che sino ad oggi ha portato l’Italia ad essere il paese che versa in condizioni non certo brillanti, da ogni punto di vista, soprattutto quello economico e sociale. Domanda: ma la Meloni non è il deputato che votò la legge Fornero? Si, proprio lei, la pseudo lepenista italica, che si tinge di destra sociale, quando le conviene e poi, magari, si assevera al potere liberale di chi è al comando del paese? Strana storia la politica, ma soffermandoci sulle vicende locali, va annoverato il “buco” che si è creato, irreparabile, tra le componenti delle liste coalizzatesi con Tozzi, le quali restano sempre elemento di discussione e rottura nel contesto del partito stesso e della maggioranza a palazzo di città. Si butta acqua sul fuoco, certo, ma la verità è celata tra i banchi del consiglio comunale. L’opposizione, ferma nelle sue posizioni e nei suoi uomini, checchè le voci additino D’acampora e Lanaro in collocazioni scevre della opposizione stessa, e quindi alla creazione di un gruppo misto, (a che serve?) si passerà alla prima prova ufficiale di tenuta maggioritaria, entro il prossimo 8 agosto, quando ci sarà la votazione per l’approvazione del riequilibrio sul bilancio. Una prova di fuoco già alle sue prime battute, ma quello che si dice e scrive oggi, in politica, potrà essere stravolta prima che si legga l’articolo stesso. Dipende quindi, dalle posizioni e dagli accordi interni che saranno oggetto di discussioni su tavoli rigorosamente privati e che meglio porteranno alla luce chiarimenti interni. E non è certo passata inosservata la riunione-incontro tra la Francese e la commissione antimafia, presieduta dalla Bindi che ha ribadito i concetti sulla “pericolosità” di questa città, madre di accordi malavitosi passati, tanto da essere commissariata nell’amministrazione Santomauro. A quanto sembra, anche le mura mi sono ostili in questo comune, sia stata, ipoteticamente, una affermazione del primo cittadino, poi smentita, che avrebbe chiesto la “rimozione” di alcuni dirigenti e sostituirli con nuove assunzioni. Almeno sembra. Ma forse qui vige uno stato confusionale da parte di tutti, anche se molti non dimenticano il ricorso presentato della Francese, allorquando, consigliere di opposizione, presentò un ricorso proprio contro il provvedimento di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. E oggi cosa si chiede? Perché l’eventuale “rimozione” di alcuni dirigenti? Non si accorse di quanto succedeva? Forse l’abilità di qualcuno era tale da non far soffermare le attenzioni su quanto succedeva nei fatti e qui, non possiamo che spezzare la lancia a suo favore, in considerazione di una onestà che le è riconosciuta. Ma le viene chiesta maggiore attenzione e forse, i “mentori” dovrebbero mantenere una distanza maggiore, tra le decisioni e le imposizioni. Se mai ve ne fossero, altrimenti siamo al relativismo etico, politico, morale e culturale. E le cosi dette “intelligenze” locali, proprio non amano. Mentre Zara, annuncia per sabato sera, una convention di Rivoluzione Cristiana, nella centralissima piazza madonnina.
Giovanni Coscia









