BATTIPAGLIA: Che l’argomentazione trattata in ogni angolo della città, sia univoca e rivolta al ricorso presentato dai 4 consiglieri comunali che chiedono lo scioglimento dell’assise, è fuori da ogni discussione. Ogni angolo di strada, ogni bar, unitamente ai “coiffeur puor homme e pour femmes”, è oggetto di attenzione anche di chi non si interessa di politica. Eppure, il ricorso presentato dall’avvocato amministrativista Ferdinando Belmonte, per conto di parte della opposizione politica alla giunta Francese, a firma di Motta, Lanaro, Vicinanza e Liguori, assurge a caso nazionale. Questa città, in pratica, è divenuta a parere di molti, la più accreditata agli onori della cronaca che in pratica ed in teoria, ne disonora anche il vicoletto più remoto. Ma quali sono effettivamente le motivazioni che hanno spinto i quattro consiglieri comunali ad adire la vie legali per questo “estremo” sciovinismo politico adottato? Possibile, (ci si chiede) che di punto in bianco qualcuno la mattina presto si sia svegliato con lo strano pensiero di voler presentare un ricorso al TAR, affinché ci siano i presupposti legali per sciogliere il consiglio comunale? Non è una domanda provocatoria, sia chiaro, ma è nei fatti un concetto che molti cominciano ad affrontare, in quanto dei 4 consiglieri, nessuno è matto. C’è di base, un concetto fondamentale, basato su norme di diritto che viene palesato ed esternato nel ricorso presentato, facendo chiaro riferimento ad eventuali illeciti amministrativi, che hanno consentito al giudice del consiglio di Stato, di sciogliere il consiglio comunale di Moncalieri, in provincia di Torino. Quale l’assioma tra i due ricorsi e i due comuni? L’irregolarità “presunta” riguarda l’omesso esame preventivo della proposta di salvaguardia degli equilibri di bilancio da parte delle competenti commissioni consiliari il quale non è giustificato dalla mancata costituzione di tali organi. Definirla bufera, è poca cosa. Ma va altresì ammesso, che determinati errori, più che veniali, hanno un odore di “leggerezza” nella conoscenza della macchina amministrativa e nell’attuazione delle norme. E tutto ciò, può comunque portare alla eventuale ipotesi di scioglimento del consiglio comunale. Ipotesi che viene avvalorata dall’ultimo comune sciolto, quale Colliano, in ordine di tempo, e che ha visto il prefetto di Salerno, provvedere in tale direzione per le stesse irregolarità. Rischia davvero anche la nuova amministrazione di Cecilia Francese? Ardua domanda e ardua risposta. Ma considerati per l’appunto i su elencati fatti, e che rispondono ai nomi di comuni importanti, quali Moncalieri (TO) e Colliano (SA), laddove il consiglio di Stato ha confermato il ricorso a tal fine, il campanello d’allarme assume toni di una campana dai rintocchi che sanno di richiamo e non certo a nozze. Un passo falso che pone la maggioranza politica in un angolo di ombra, a dimostrazione forse, che la equipe del tanto agognato rinnovamento, non sta funzionando. Non certo per incapacità o per volontà, ma per apostasia elogiativa di un concetto basato sulla presunzione di conoscenza e non sui fatti reali a sostegno di una celebrazione apologetica di se stessi. Motta, unitamente a Lanaro, Vicinanza e la Liguori, attendono con ansia questo periodo transitorio del giudice del Tar che al più presto dovrà enunciare la sua decisione. Va anche sostenuto che all’interno di alcune componenti della maggioranza, vi sia una “leggerezza” eccessiva, a dimostrazione di una latente paura che serpeggia tra i banchi della politica comunale. E salta fuori, senza dubbio alcuno, la discussione alimentata negli ultimi tempi, che vedeva la figura di Fernando Zara, ex sindaco, notevolmente defenestrata, da una maggioranza di governo, che di contro ha avuto nella sua importante figura e soprattutto lista politica, l’apoteosi in un suffragio per il conseguimento del risultato politico per la/lo stesso/a sindaco/a, Cecilia Francese. Due figure politiche, quelle di Zara, unitamente a quella di Bruno Di Cunzolo, in arte “Brunello”, i quali avrebbero quasi sicuramente garantito una conoscenza migliore e più profonda, dal punto di vista politico amministrativo, da una parte e tecnico-burocratica, dall’altra. L’opposizione più che gongolare, ci sembra molto dispiaciuta. Gli atti burocratici, hanno fatto si che fosse palesata una chiara leggerezza, che prescinde dalla volontà, sia chiaro; ma ciò che Motta e la parte politica che ha sottoscritto il ricorso, pretendono una gestione della macchina amministrativa, chiara, corretta e funzionale. Bisogna attendere ora le decisioni del giudice del TAR, qualunque esse siano, affinchè venga fatto chiarimento sulle doppie posizioni in consiglio comunale. Chi avrà ragione? Sta di fatto che a pagarne le conseguenze è sempre lei: questa città, che inizia forse a domandarsi sul voto esternato e sulla maggioranza che compone il governo; qualche rimpianto per non aver votato in altre direzioni? In verità, si. E ciò che non appare in città, ha il sapore invece di un acre gusto di un silenzio tra i banchi della maggioranza, che ben cela i suoi dissapori interni, lasciando apparire un amore enfatico, che nei fatti ed in sostanza non c’è. Mentre si annovera la nomina del commissario prefettizio al comune di Colliano, espressa dal prefetto di Salerno Salvatore Malfi, che ha adottato il provvedimento a seguito della mancata adozione della delibera relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, (come nel caso specifico, Battipaglia), ha disposto la sospensione del consiglio comunale di Colliano, ed ha nominato commissario prefettizio per la provvisoria amministrazione del Comune, in attesa del decreto di scioglimento del consiglio da parte del Presidente della Repubblica, il Vice Prefetto aggiunto dr.ssa Maria Luca Trezza. Battipaglia si interroga e trema più del terremoto del centro Italia. Ma i cittadini hanno scelto bene la propria guida politica?
Giovanni Coscia









