Scoliosi: nuova tecnica che elimina il busto e riallinea la colonna vertebrale

Quella che può sembrare una utopia, è invece una stupenda realtà. Una realtà che apre il campo della ricerca a nuovi orizzonti e quella della scoliosi, è la piena conferma. Questa anomalia della colonna vertebrale, che cede in maniera irreparabile, creando accentuazioni delle curve fisiologiche, sia destro che sinistro convesse, sono per lo più deformazioni che portano successivamente ad irrigidimenti del rachide e che recano dolori all’intero apparato che sorregge il corpo umano. La medicina attuale, unitamente all’ortopedia ed alla fisiatria, prevedono l’utilizzo del busto, sin dal momento in cui il rachide inizia pericolosamente a formare le curve  “dorso/lombari” già intorno ai 20 gradi COBB. Ovvero quando il PARAMORFISMO, lascia spazio al DISFORMISMO; vale a dire, quando la SCOLIOSI diviene strutturale e duratura. Per le tecniche sino ad oggi attuate, l’utilizzo del busto ed una buona ginnastica correttiva, viaggiano all’unisono. In pratica il soggetto affetto da SCOLIOSI, deve unire al BUSTO, almeno 18/20 ore al giorno, una ginnastica correttiva, nel tentativo di mantenere inalterate le curve o quanto meno di rimanere in un “range” accettabile  dei valori delle curve stesse. Per lo più, in considerazione di queste tecniche sino ad oggi in uso, tali parametri di mantenimento, non riescono ad essere soddisfacenti e nella maggior parte dei casi, si ha sempre un peggioramento della patologia. A nulla servono, quindi, i controlli periodici stabiliti dalla medicina in vigore. Vale a dire che ogni sei mesi, il soggetto portatore di busto ha sempre l’obbligo di un controllo o di una revisione, affinchè vi sia un ulteriore rettifica del corsetto o del busto indossato, in quanto la curva scoliotica, è in continuo evolversi. Un peggioramento che affligge anche e soprattutto psicologicamente quanti ne fanno uso. Si usa correntemente il termine “SCOLIOSI EVOLUTIVA”, intendendo per evoluzione, il peggioramento inarrestabile delle curve, nonostante il supporto del busto e della ginnastica correttiva. Il traguardo successivo, sarà irrimediabilmente l’intervento chirurgico, con l’inserimento delle drastiche barre di HARRINGTHON, immobilizzando il rachide, diminuendo la curva di circa il 20%, conferendo rigidità alla colonna e perdita successiva di rotazione, di flessione, di abduzione e adduzione. In pratica si rimane eternamente rigidi con tutte le conseguenze possibili.  Un metodo rivoluzionario  stravolge i criteri sino ad ora adottati. Una tecnica che elimina immediatamente, a chi ne ha fatto uso, il busto, anche se indossato per dieci anni e per 20 ore al giorno. In presenza di scoliosi sino a 65 gradi Cobb, si beneficia di questa innovazione senza utilizzo del  il busto. Molti casi risolti. Ci si è trovati in presenza di scoliosi che raggiungevano curve di ben 65 gradi Cobb. Il paziente in questione, pronto a subire l’intervento in Francia e precisamente a Lione, lo scongiurava dopo aver conosciuto il professionista inventore di questa nuova tecnica rivoluzionaria evitando la drammaticità del caso chirurgico riallineando notevolmente le curve dorso- lombari senza l’ausilio del busto. Il giorno 5 ottobre 2015, in occasione della  inaugurazione della CITTA’ DELLA SCIENZA a Napoli, vi è stata l’ufficialità  del nuovo metodo considerato  “risolutivo”, dalla FMSI (Federazione Medici Sportivi italiani) quale TECNICA INNOVATIVA per la risoluzione delle scoliosi, soprattutto quelle “gravi”. Una scoperta che apre ufficialmente nuovi orizzonti sulla patologia che affligge il 7% della popolazione mondiale, con altissima statistica e frequenza in età pre-adolescenziale e anche infantile. Per contatti:    cerm1986@virgilio.it


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