martedì, Agosto 16, 2022

Miasmi, la causa individuata nell’impianto di compostaggio di Eboli

L’amministrazione Comunale raccogliendo le proteste di tanti cittadini battipagliesi che lamentavano, soprattutto nelle ore serali e notturne, miasmi che creavano disagi  in particolare nel quartiere Sant’Anna, si è immediatamente attivata, lavorando in silenzio, e nonostante qualche becera strumentalizzazione, per individuare la fonte del cattivo odore, per definire i percorsi da attivare ed i soggetti istituzionali da interessare. Al di la della richiesta di sopralluoghi anche con strumentazione tecnica, il 21 luglio scorso il personale dell’Ufficio Ambiente con in testa la responsabile dello stesso: architetto Angela Costantino e uomini della polizia municipale  comandati dal tenente  colonnello Gerardo Iuliano, hanno effettuato  controlli per cercare di individuare la fonte del cattivo odore avvertito dai cittadini. Le operazioni sono state attentamente seguite direttamente dalla Sindaca Cecilia Francese. Una verifica è stata effettuata all’interno dell’impianto Stir gestito dalla società EcoAmbiente che non ha registrato, però, nessuna anomalia agli impianti di abbattimento degli odori. Diversa la situazione nel vicino impianto di compostaggio di Eboli. Ed infatti, il 22 luglio, il personale della Polizia Locale è tornato in zona alla luce del giorno per acquisire la documentazione fotografica dell’impianto gestito dal Comune di Eboli. Dal materiale raccolto è emerso che le aree di stoccaggio esterne sono prive di sufficienti opere di mitigazione delle emissioni odorigene. Tutte le informazioni raccolte sono state oggetto di apposito verbale di intervento che ha accompagnato l’informativa predisposta dal Comandante della Polizia Municipale che la Sindaca Francese ha inteso inviare ai carabinieri del NOE e la denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica, istituzioni con le quali la Sindaca si era già interfacciata per definire gli atti da mettere in essere. Un lavoro paziente, condotto con meticolosità per chiedere di mettere la parola fine ad un fenomeno che periodicamente si ripropone e che non può essere più tollerato.


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