Non c’è soluzione di continuità alle polemiche scoppiate dopo i risultati dei test al Covid 19 di 7 persone analizzate all’interno della Casa comunale il 15 aprile scorso. Sia Fratelli d’Italia che Forza Italia intervengono con critiche molto forti all’indirizzo della sindaca Cecilia Francese ritenuta non all’altezza della gestione di una attività comunque da ritenere meritevole. Annalisa Spera, portavoce cittadino del partito della Meloni, solleva una serie di dubbi e perplessità. “Perché sono stati fatti tamponi in maniera indiscriminata? Decine di persone sono state a contatto con chi è risultato positivo al Covid 19? L’iniziativa è assolutamente lodevole, ma non sarebbe stato più giusto farsi da parte e lasciare che ad operare fossero professionisti della pandemia? Cosa si sperava che fossero tutti negativi? E visto che così non è stato adesso cosa si intende fare? Speriamo in una risposta sincera da parte dell’Amministrazione e non post propagandistici”. I fatti raccontati in questi ultimi giorni sono avvolti da tante zone grigie che andrebbero schiarite, aggiunge Massimiliano Terminelli presidente del direttivo di Fratelli d’Italia. Sulla spinosa situazione ha avanzato le proprio critiche anche Valerio Longo di Forza Italia. “I test erano indirizzati in origine ai dipendenti comunali, compresi quelli di Alba, a quelli delle farmacie, ai volontari della Protezione Civile e della Spesa Solidale”. Tuona Valerio Longo, non ho ben compreso poi perché e chi ha variato quest’ordine. “Sarebbe stato opportuno procedere a controllare tutti i titolari e dipendenti delle altre attività commerciali aperte al pubblico anche in questo periodo di emergenza (parafarmacie, supermercati e generi alimentari, fruttivendoli, ecc.)”. Il capogruppo consiliare di F.I. denuncia anche le poche condizioni di sicurezza dove sono stati fatti i test. “Non si immaginava che le attività si sarebbero svolte all’interno della Casa comunale dove, oltre agli addetti dell’ente, sono stati fatti confluire i dipendenti della società Alba. Quasi 300 persone, tutte contemporaneamente, causando lunghe attese e una fila di persone a stretto contatto tra di loro; e neanche che i tamponi venissero eseguiti tutti in una piccola stanza, senza areazione, due persone alla volta, mentre i test sierologici addirittura nel salotto comunale, senza alcun minimo rispetto della privacy o della riservatezza”.
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