La vita secolare (837 anni) dell’Azienda Universitaria Ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno ricorda una data importante della sua storia. Infatti dopo Matteo D’Aiello, vicecancelliere derl regno normanno, salernitano verace, deve ascriversi come secondo grande benefattore dell’attività a favore dei malati il marchese Giovanni Ruggi d’Aragona fu Giovanni e fu Chiara Invitti.
Questi, in assenza di eredi necessari, in data 24 maggio 1870 (centocinquanta anni fa!) depositava le sue ultime volontà disponendo delle sue enormi ricchezze site sia a Salerno che a Napoli con una serie di legati che interessarono amici e conoscenti, iniziando dai tre domestici Celeste, Chiarina e Generoso ed il portinaio Antonio, per passare a parenti non diretti; la quadreria fu assegnata alla Chiesa arcivescovile di Salerno,mentre libri,carte geografiche e stampe al dott. Giovanni Centola, sig. Gennaro Miraglia ed avv. Pietro Maria Alfano, ma nominò erede universale del patrimonio immobiliare e delle rendite l’ospedale degli Incurabili di Napoli.
A distanza di qualche mese, forse per l’influenza del priore della Chiesa dell’Annunziata, dove aveva una cappella gentilizia, don Camillo Sortgente, il marchese Ruggi d’Aragona riotorna dal notaio Matteo Montanini per modificare le suye volontà, nominando erede universale uil Comune di Salerno, con il vincolo di realizzare un ospedale in cui curare tutti gli uomini e donne salernitani per poi estendere l’assistenza ai poveri della provincia. Sancì anche il vincolo dio inaslienabilità dei beni che comporterà qualche problema nel momento in cui l’antico ospedale “San Giovanni di Dio” ed il più recente realizzato con le entrate del marchese d’Aragona (1873).
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