Premialità covid, forse verso la definizione

Definizione delle quote di premialità per gli addetti sanitari della Regione Campania. “Speriamo che sia la volta buona – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della Cisl FP di Salerno – e che il prossimo 10 luglio, giornata dedicata alla eventuale chiusura dell’accordo, i funzionari si siano chiariti le idee sulla platea dei lavoratori interessati e sulle modalità di marcare differenziazioni relative ai rischi e ai differenti percorsi realizzati per fronteggiare l’emergenza”. Secondo il Segretario Generale della Cisl FP di Salerno le quote si baserebbero su tre fasce distinte denominate A-B e C. “Alla fascia A il premio COVID sembrerebbe attestarsi in 1000 euro – afferma Pietro Antonacchio – i destinatari appartenenti a tale gruppo sono: unità operative con posti letto esclusivamente dedicati al covid-19, terapie intensive, rianimazioni con posti letto esclusivamente dedicati, pronti soccorso, osservazione breve intensiva nei DEA di primo e secondo livello e presidi ospedalieri di base, trasporti sanitari e trasporto pazienti 118, laboratori reti covid, operatori in servizio presso strutture di diagnostica che hanno effettuato esami verso pazienti provenienti da percorsi covid, servizi diagnostici terapeutici per percorso covid quali gastroenterologia, broncoscopia, emodinamica, stroke, camere operatorie ed aree sub intensive dedicate cui dovranno essere assimilate le unità operative di pneumologia, servizi e reparti di malattie infettive e tutti gli altri reparti a rischio includendo i cosiddetti caselli ove sono stati effettuati i tamponi. Alla fascia B con le stesse modalità sarebbero ipotizzati 600 euro per gli addetti alle camere mortuarie in ospedali dedicati, servizi di igiene pubblica ed attività territoriali dedicate, personale sanitario, assistenti sociali ed operatori socio sanitari di salute mentale, SPDC e SERT e assistenza domiciliare inclusi tutti gli altri operatori delle strutture e dei servizi non ricompresi nella fascia A. In ultimo sono previsti 300 euro per tutta la restante parte del personale in servizi e strutture non ricomprese nelle fasce A e B. Sono solo voci di corridoio – conclude Antonacchio – nulla di certo e di definito.”


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