Inchiesta “Osiride”, sospesi con determina dalle proprie funzioni i due dipendenti comunali colpiti dalla misura cautelare (interdizione dai pubblici uffici). Il dirigente, su proposta del responsabile del procedimento, ha varato il provvedimento amministrativo con il quale inibisce di svolgere attività lavorativa presso l’ente Comune. Teodoro Loffredo e Vitale Ranieri sono accusati di corruzione, truffa aggravata e abuso d’ufficio. Per entrambi sospensione dalle funzioni e dallo stipendio, con la sola concessione di un’indennità al 50% della retribuzione mensile: questo è quanto stabilisce il CCNL. La scorsa settimana si sono tenuti gli interrogatori di garanzia. Loffredo e Vitale, difesi rispettivamente dagli avvocati Alfonso Forlenza e Orazio Tedesco, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre è stato differito quello di Melillo, difeso dall’avvocato Costantino Cardiello, perché, durante la notte antecedente alla convocazione del gip, è stato colto da malore e non ha potuto presenziare all’udienza. Gli indagati a piede libero sono 110 e tra loro anche i familiari dei defunti. Rispondono, a vario titolo, di corruzione, truffa aggravata e abuso d’ufficio. Sequestrata perché finalizzata alla confisca, anche la somma complessiva di 37mila euro.
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