Dibattito sul cemento. Spera di Gruppo Unica: interventi utili per l’economia

“Adesso occorre una programmazione armonica su tutto il territorio”.

Battipaglia. L’approvazione della realizzazione di migliaia di soluzioni abitative sul territorio battipagliese meritano una approfondimento. E per farlo abbiamo deciso di ascoltare il parere di un professionista del settore, Luigi Spera (nella foto). Imprenditore e figlio di questa terra, consulente immobiliare dal 1998, con esperienze e attività imprenditoriali a Roma. Spera esercita anche a Battipaglia con la sua agenzia di servizi integrati “Gruppo Unica” in via Serroni da oltre un ventennio.  – Un intervento edilizio così di impatto: è giusto o meno realizzarlo a Battipaglia?  “Quando si parla di opere di questo tipo non si tratta di valutare se sono giuste o sbagliate, ma piuttosto bisogna ragionare se sono utili o meno, e se lo sono per chi. Io penso che tali opere siano, soprattutto in questo periodo post covid, molto utili per la città. E lo sono sotto differenti punti di vista. Sicuramente portano profitto a chi costruisce, ma da imprenditore in questo non vedo davvero nulla di male: quello che vedo invece davvero di buon occhio è la grande mano d’opera impiegata per la realizzazione di queste strutture. Una mano d’opera che si tramuta in lavoro e certezza di guadagni per decine di famiglia e centinaia di persone. Vedo aree riqualificate che invece erano campi sterrati abbandonati da anni e che sono un colpo all’occhio per tutti i cittadini che, sembra da quello che è stato dichiarato, ne trarranno anche spazi collettivi, a disposizione delle città e di infrastrutture”. – Nuove costruzioni dunque e tanti nuovi appartamenti: cosa accadrà al mercato immobiliare? “Nel mercato immobiliare l’aumento delle compravendite e il calmierarsi dei prezzi è sempre dovuto all’integrarsi dell’offerta immobiliare tra il vecchio e il nuovo. Gli acquirenti battipagliesi potranno nuovamente scegliere se pagare qualcosa in più ed acquistare un immobile nuovo ad elevato standard qualitativo e di efficienza energetica, oppure spendere meno e ristrutturare un immobile vecchio. Se si vuole crescere demograficamente prima o poi le case le devi costruire: passa anche da qui la crescita di un città. Adesso se insieme alle case pensassero a rendere più vivile la città, e ad eliminare soprattutto i miasmi che attanagliano alcune zone più di altre in città, potremmo finalmente pensare ad un vera e propria crescita”. –  La politica locale ha giudicato negativamente la decisione amministrativa  approvare questo significativo intervento edilizio. Qual è la sua opinione?  “Si ho letto i commenti, invece io ho visto la posizione di Fratelli d’Italia molto vicina al mio modo di fare e di concepire l’impresa. Fdi non ha etichettato questa operazione come una colata di cemento, leggendo nell’operazione comunque una messa in moto dell’economia: ha lamentato una mancanza di programmazione, l’assenza di un disegno generale di città, di assetto del territorio comunale nella sua totalità. E io condivido: se vogliamo immaginare la nostra città nel futuro prossimo dovremmo smetterla di ragionare in maniera settoriale, con interventi a macchia di leopardo, un po’ qui un po’ lì, ma provare a disegnare un unico quadro generale nel quale inserire le singole tessere”.

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