giovedì, Marzo 4, 2021

Eboli. Elettrodotto da 1000 megawatt. Di Benedetto: ogni comunità ha il diritto di decidere il proprio futuro

Progetto Terna, Di Benedetto: “Non esistono ristori per la distruzione della vocazione di un territorio, per la sua storia, per la salute e per il futuro dei nostri figli”.

Nel dibattito sulla realizzazione del Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino che unirà la Campania alla Sicilia e la Sicilia alla Sardegna, interessando anche Eboli, interviene Cosimo Pio Di Benedetto, già vicesindaco della Città.

“Credo che la transizione energetica sia una ottima idea e forse connotata da ineluttabilità- afferma Di Benedetto- credo altresì che il perseguire energia pulita e l’agire per la salvaguardia di ambiente e clima debbano essere obiettivi fondamentali per chi governa il territorio, ma est modus in rebus”. 

Questa la premessa dell’ex amministratore che prosegue: “In primo luogo occorre chiarire che ogni comunità ha il diritto, ma anche potere, di disegnare e pensare al proprio sviluppo del territorio e ciò deve avvenire sicuramente in considerazione delle situazioni pregresse ma soprattutto nel rispetto delle vocazioni e delle innovazioni compatibili e coerenti con il disegno del proprio futuro. In secondo luogo, proprio nel solco della tutela del clima, ogni comunità deve agire con cura e circospezione in ordine alla salvaguardia del suo ambiente e delle realtà produttive funzionali al rispetto delle natura e della produzione agricola. In terzo luogo, infine, si deve rimarcare che la salvaguardia del clima non può essere perseguita con la distruzione di aree naturali”. 

Poi l’ex vicesindaco entra nel merito delle modalità di consultazione della cittadinanza previste da Terna e dell’impatto che la realizzazione del progetto potrebbe avere sul territorio: 

“Il progetto Terna, di cui si promuove una consultazione popolare (???) con strumenti digitali che di popolare poco hanno, presenta una vera e propria invasione (svariati ettari) di una vasta zona agricola del nostro territorio, qualificata tale da ogni piano regolatore presente e credo anche futuro, per vocazione e peculiarità nonché per la ampia presenza di imprenditori e produzione agricola, che sono protagonisti di mercati nazionali ed internazionali. La paventata occupazione con siti e centrali di conversione (S. Chiarella- Femmina Morta), con l’inevitabile accessorio di voci circa la presenza di onde elettromagnetiche- continua Di Benedetto- segnerebbe per sempre le nostre aree produttive, sia per espropriazione sia per vicinanza territoriale, cancellando definitivamente un volano della nostra attuale imprenditoria e ricchezza ma anche e soprattutto della  storia della Piana del Sele e della nostra salute, già colpita  in passato da blitz sovracomunali  che hanno portato ecoballe, STIR, impianti vari per smaltimento rifiuti”.

Infine la presa di posizione e l’appello alla comunità ebolitana: “Andando oltre le misere valutazioni che giungono da parte di alcuni, sono convinto che non esistano ristori per la distruzione di una vocazione, di una storia, di una ricchezza ambientale e imprenditoriale, ma soprattutto non esistono ristori che possano tutelare e garantire la salute pubblica e il futuro dei nostri figli. Per questo- conclude Di Benedetto- invito la comunità Ebolitana a comunicare, per vie brevi o per consultazioni digitali, alla Terna di rivedere i suoi percorsi e le dinamiche messe in atto, escludendo i territori individuati nel Comune di Eboli dai suoi progetti”. 

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