lunedì, Settembre 27, 2021

Paestum. Dum Dum Factory: il tributo a Gino Strada

Dum Dum Factory celebra la figura del grande chirurgo e filantropo, fondatore della ong Emergency, simbolo della lotta per i diritti umani, Gino Strada. Per “coltivare l’utopia”, come più volte sottolineato da Strada, sempre in prima linea, con il suo profondo senso di giustizia e i suoi “pazienti prima di tutto”.

Il Dum Dum Republic rende il proprio tributo attraverso l’arte, con una performace di live painting, per continuare a perseguire le idee di sanità universale e di una società più giusta e più sana. Per “imparare a guardare lontano”, quindi. Uno sguardo che penetra le coscienze, all’ingresso del Dum Dum Republic, che si accompagna alla mostra Ri-tratti d’Africa, a cura dell’Associazione L’Africa chiama. Un’istallazione che si propone di raccontare l’Africa attraverso le storie e i ritratti di personaggi africani, da Nelson Mandela a Fela Kuti, mescolando il “colore delle immagini” al “calore delle parole”. Lo scopo è quello di creare una connessione empatica tra protagonisti e spettatori, che hanno la possibilità di partecipare esprimendo la propria impressione.

“Se uno di noi, uno qualsiasi di noi esseri umani, sta in questo momento soffrendo, ci deve riguardare tutti”, si legge nel messaggio che accompagna il volto di Gino strada, durante la performance di pittura dal vivo affidata a Nunzio Maccioni, in occasione del grande happening musicale che ha visto sbarcare al Dum Dum l’Ariano Folk Festival, Mondocane e il live a sorpresa di Tartaglia Aneuro, in attesa dello strepitoso concerto di Manu Chao ai Templi di Paestum.

Sempre più punto di riferimento della world music internazionale che attraversa i popoli e del cantautorato emergente campano, la spiaggia più allegra e colorata del Cilento si prepara ad accogliere la Patchanka made in Puglia di TUPPI e la sua folle armonia di suoni dal mondo.

Questa sera, a partire dalle ore 17, protagonista indiscusso della consolle sarà ancora una volta lui, simbolo dell’incontro tra due terre, due mondi, spinti a sud, la Campania e la Puglia. Ideatore della one-night “Funkers”, Tuppi organizza feste dove il suono vintage si mescola al nuovo millennio, selezionando vinili della Stax e Motown passando per Ubiquity e Def jam, Trojan, fino a Strictly Rithm, Salsoul, Ibadan ecc…

Tuppi Dj usa il microfono per rappare e cantare e le mani per scratchare: è esuberante e divertente, sarcastico e riflessivo. Una narrazione cantata e rappata, violentando con lo strumento dell’hip hop la classica canzone italiana per adattarla a questi tempi di incertezze esistenziali.

“Italiano superfunk. Dalle strade al mainstream, con un piede sull’asfalto e l’altro sui sofà degli studi buoni della tv, la vita di un dj hip hop non potrà mai essere scontata, lineare, inquadrabile in categorie utili a scaffali di negozi – racconta di Tuppi il critico Gaetano Occhiofino – E’ l’opinione di un b. boy che rivendica il sacrosanto diritto al party, da difendere con la lotta come insegnano i maestri. E’ la raccolta rap e riccioluta dell’intrattenitore con la bocca al microfono, una mano sul piatto e l’altra sul cuore, a cantare commosso l’inno internazionale del funk”.

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