martedì, Ottobre 19, 2021

Sequestrati beni per 10 milioni di euro, contestati i reati di evasione e bancarotta fraudolenta

Nocera Superiore, stamattina la Guardia di Finanza ha effettuato un sequestro preventivo di beni per oltre 10 milioni di euro. La misura cautelare reale è stata notificata a carico degli amministratori di fatto e di diritto e dei membri del collegio sindacale di una società dichiarata fallita nel 2016, operante nel settore della commercializzazione dei prodotti petroliferi. La procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, diretta dal dott. Antonio Centore, contesta i reati di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Sette le persone indagate a vario titolo anche per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, omesso versamento dell’l.V.A. ed emissione ed utilizzo di fatture false.

Gli indagati sono accusati di condotte distrattive negli anni dal 2011 al 2015, tra le quali la rilevazione in contabilità di costi inesistenti, di debiti tributari notevolmente inferiori a quelli effettivi, il versamento di caparre confirmatorie spropositate (per euro 600.000,00, oltre la metà del prezzo convenuto) per l’acquisto di terreni poi non concretizzatisi, determinando il conseguente depauperamento del patrimonio netto, per un importo superiore ai 12,5 milioni di euro, oltre che un’esposizione in bilancio di dati contabili non corrispondenti al vero.

Nello stesso ambito, sono state rilevate alcune operazioni effettuate a vantaggio di un’altra immagine societaria, contestualmente costituita dall’amministratore di fatto della società insolvente e ad essa subentrata nella gestione dell’attività commerciale. In particolare, dall’analisi dei rapporti commerciali intercorsi tra i due soggetti giuridici, all’esito di un controllo fiscale condotto dalle Fiamme Gialle, è stata accertata una frode all’lVA perpetrata attraverso l’interposizione dell’impresa decotta nella commercializzazione del carburante.

Ed infatti, le due società condividevano uffici e impianti e, tra di esse, vi era un passaggio solo cartolare del prodotto compravenduto. A ciò si aggiunga che lo stesso carburante era stato in precedenza acquistato dalla fallita in esenzione d’imposta, dichiarandosi “esportatore abituale” pur in assenza dei requisiti prescritti per beneficiare di tale procedura agevolativa.

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