lunedì, Settembre 26, 2022

La Salernitana perde ancora: inizia la caccia al colpevole 

Articolo scritto da Antonio Iovino 

Piove sul bagnato in casa Salernitana. Nel freddo sabato sera dell’Arechi, conclusosi con diluvio e annessa grandinata, gli uomini di mister Nicola non sono riusciti a portare a casa i tre punti che li avrebbero tenuti agganciati alle speranze salvezza. La matematica ancora non condanna alla retrocessione ma, ad oggi, sembra ancor più complicato immaginare i campani presenti ai blocchi di partenza della prossima Serie A. 

Ai piemontesi è bastato un rigore di Belotti, inizialmente parato da Sepe e ripetuto tra mille polemiche, per portare a casa una vittoria che mancava da oltre due mesi. I padroni di casa hanno comunque disputato una discreta partita, con Berisha che ha dovuto compiere due miracoli, su Verdi nel prima tempo e su Éderson nel secondo, per mantenere la propria porta inviolata. Ancora una volta, non non sono bastati uno stoico Djuric, che ha concluso la partita con una vistosa fasciatura al capo per una ferita riporta in un duro scontro aereo, un instancabile Mazzocchi e un onnipresente Éderson, per trovare vittoria, morale e speranze. 

La prossima partita all’Olimpico, contro la Roma di José Mourinho, non è di certo il miglior match per poter riaccendere la speranza in vista dei recuperi contro Udinese e Venezia, e nel frattempo, in città, incomincia la caccia al “colpevole”. Mister Nicola per alcune scelte e Sabatini per taluni acquisti, su tutti Fazio – ieri sera di gran lunga il peggiore in campo – e Perotti – probabilmente fuori dai giochi fino al termine della stagione – sono sicuramente tra i responsabili maggiormente gettonati. Ma è davvero solo colpa dei suddetti se la Salernitana versa in tali condizioni? Va ricordato che la nuova dirigenza granata, arrivata letteralmente all’ultimo secondo, ha avuto pochissimo tempo per completare quella che a tutti gli effetti può essere definita una campagna di ricostruzione, più che di riparazione. Sì, perché dopo aver messo in ordine l’organigramma societario, si è fatto il possibile per rifondare una squadra che, per come era stata costruita, avrebbe avuto vita difficile anche in Serie B. L’instant team di Sabatini era ed è chiamato ad un miracolo che, nel caso in cui venisse realizzato, passerebbe alla storia come un’impresa sportiva paragonabile quasi a quella del Leicester di Claudio Ranieri trionfante in Premier League. Il non raggiungimento dell’obiettivo, seppur difficile da accettare, sarebbe più che comprensibile e, purtroppo, rientrerebbe nella normalità degli eventi. Le colpe andrebbero sì addossate anche all’attuale proprietà, che, nel caso, avrebbe la responsabilità di non aver agguantato una salvezza complicatissima ma comunque possibile, ma anche alla passata dirigenza, che poco ha fatto per agevolare la vendita della Salernitana e che ha approcciato alla massima serie con troppi calciatori sicuramente volenterosi ma, loro malgrado, non adatti a palcoscenici così prestigiosi. 

In ogni caso, tra qualche settimana si tireranno le somme e si potrà scegliere al meglio come e con chi, a prescindere dalla categoria, affrontare il nuovo campionato. 

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