lunedì, Settembre 26, 2022

Campagna. Continua il “After ‘A Chiena Jazz”: stasera ospiti Francesco Buzzurro e Diego Caravano

Seconda serata per After ‘A Chiena Jazz, la sezione dedicata a questo genere nel cartellone di “‘A Chiena”, quel viaggio tra arte, natura e storia firmato da Antonello Mercurio. La seconda serata, che partirà stasera alle 21,30, vedrà protagoniste due “Voci” sole: quella della chitarra di Francesco Buzzurro in Piazza Palatucci, e quella umana di Diego Caravanoalle ore 23,30 nel Chiostro del Comune.

Sarà l’apprezzato chitarrista siciliano – docente di Chitarra Jazz al Conservatorio di Musica ‘Giuseppe Martucci’ di Salerno – il quale presenterà qualche brano del suo ultimo progetto “Solo con Django” del quale è riuscito ad innovare gli arrangiamenti dei titoli del genio belga, con quel suo “crossover” molto elaborato e, allo stesso tempo, elegante e raffinato, in cui lo “one man band” esprime per intero tutta la sua musicalità.

Francesco Buzzurro evocherà il tango moderno di Astor Piazzolla, passando per il linguaggio del grande Tom Jobim, con la sua immaginazione armonico-ritmica. Il Maestro non ci ha rivelato alcun titolo della scaletta: “Il jazz è energia e mi lascerò guidare nella scelta dalle “good vibrations” emanate dal pubblico, che mi porterà a giocare con la mia chitarra”, caratterizzata dal suo approccio “orchestrale” e da uno stile trasversale che fonde il mondo classico con il jazz e la musica popolare, una visione che trasmetterà anche nel workshop che terrà in questa stessa giornata.

Il secondo concerto è stato affidato a Diego Caravano che proporrà il suo nuovo, raffinato progetto “Del Risuonare”, frutto delle sue ultime ricerche sul canto antico, in cui la voce interagirà con l’elettronica, attraverso due tastiere e una batteria elettronica, tra melodie che vengono da lontano, andando a creare uno spazio acustico di ascolto e ricerca, evocanti figure, attraverso un florilegio di brani, che verrà aperto da musica serafica, dal gregoriano, sulle tracce del monaco benedettino Guido D’Arezzo, che incominciò a sperimentare la notazione sui canti gregoriani, per quindi giungere alla manus guidonica nata dall’ inno di San Giovanni “Ut queant laxis”, dal cui secondo verso “Re-sonare fibris”, prende il nome il progetto di Diego Caravano, oggi docente di canto Pop-Rock del Martucci di Salerno.

Il programma andrà avanti tra pagine originali e le gemme dell’epoca d’oro della tradizione partenopea E.A Mario, S. Di Giacomo, passando per Thom Yorke e la sua Atoms for peace, latrice di un lirismo  attonito, simbolo di persistenza uman(istic)a sino a, Chico Buarque e Edu Lobo con Valsa Brasileira e ancora Sufjan Stevens e Pino Daniele, musica senza tempo, che “respirerà” nella notte campagnese.

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