domenica, Febbraio 25, 2024

Vallo della Lucania. Chiuso il reparto di chirurgia vascolare all’ospedale San Luca, Nurisind chiede un tavolo di confronto con le Istituzioni

Vallo della Lucania. La recente chiusura del reparto di Chirurgia vascolare presso l’ospedale San Luca ha determinato non poche polemiche. Il segretario generale di Nursind Salerno parla di un fatto paragonabile a una novella di Gabriel Garcia Marquez. Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno, ha denunciato ripetutamente il depotenziamento graduale del presidio ospedaliero, mettendo in guardia sulla possibile chiusura di reparti cruciali.

In una nota inviata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al prefetto di Salerno, Francesco Esposito, e ai vertici di varie istituzioni, tra cui Asl, Ordine dei Medici e Ordine delle Professioni infermieristiche di Salerno, il Nursind Salerno ha chiesto urgentemente un tavolo di confronto. “Chiediamo chiarezza sul futuro del presidio e un impegno concreto per fermare la perdita di personale medico, una risorsa vitale per la comunità”, ha detto Tomasco.
La richiesta del Nursind Salerno coinvolge tutti gli attori interessati, dalle istituzioni alle organizzazioni sindacali, alle associazioni di cittadini come Codacons Cilento e Cittadinanza Attiva. “La domanda fondamentale resta: a chi giova questa situazione? Una risposta che, al momento, sembra ancora sfuggire alle mani di coloro che hanno il potere di decidere il destino della sanità in provincia di Salerno. “I sintomi di questo triste epilogo erano chiari fin dall’inizio, ma molti hanno preferito chiudere gli occhi. Solo un ottimista o un cinico avrebbe potuto credere che in queste condizioni si sarebbe potuta preservare un’eccellenza vitale come la Chirurgia vascolare – ha continuato il segretario generale del Nursind Salerno -. Chiediamo chiarezza sulle intenzioni per frenare questa emorragia di personale medico. È un diritto dei cittadini sapere cosa accadrà al San Luca di Vallo della Lucania. Invito il prefetto di Salerno a convocare un tavolo di confronto, riunendo tutte le parti interessate, dalle istituzioni alle organizzazioni sindacali, fino alle associazioni di cittadini”. Infine, la domanda provocatoria di Tomasco, “Cui prodest?”, rimane sospesa nell’aria, un richiamo a riflettere sulle responsabilità di coloro che hanno contribuito al declino del San Luca di Vallo della Lucania.

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