sabato, Dicembre 6, 2025

Salerno. Al Museo Archeologico Provinciale la presentazione del libro “Solo dieci minuti, prometto” di Nunzia Mazzei

Il prossimo giovedì 24 ottobre alle ore 18, presso gli spazi del Museo Archeologico Provinciale di Salerno (via San Benedetto 28), sarà presentato “Solo dieci minuti, prometto” di Nunzia Mazzei. Il libro, pubblicato dalla casa editrice Marlin nella collana “Il Portico”, affronta temi complessi, tra cui la violenza sulle donne, la doppia vita e la ricerca dell’amore vero. I saluti istituzionali sono affidati a Francesco Morra, consigliere provinciale con delega alle Politiche culturali. Interverranno l’assessore comunale alle Politiche sociali Paola De Roberto e l’avvocato penalista Alba D’Antonio, presidente dell’associazione Resilienza Legale. In dialogo con l’autrice ci sarà il docente dell’Università di Salerno Vincenzo Salerno. La presentazione del libro sarà l’occasione per un focus sul tema della violenza sulle donne.

L’autrice, attraverso una scrittura moderna e tagliente, cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine, trascinandolo in un viaggio emozionale nei vicoli del centro storico di Napoli; fino a farlo simpatizzare anche con personaggi discutibili, complessi e sfaccettati. Il romanzo offre una prospettiva intima sulla condizione umana, mettendo in evidenza le sfumature delle relazioni interpersonali e le sfide che queste comportano, grazie alla capacità della Mazzei nel dipingere una realtà sempre diversa da quella che appare.

“Onorata e felice di poter presentare il mio romanzo a Salerno, in uno spazio che custodisce la memoria del territorio. I libri sono il luogo attraverso cui si esamina e si divulga la cultura. E i romanzi, tutti, ci offrono la possibilità di sperimentare emozioni nuove, ambiguità e contraddizioni, spostandoci in luoghi sconosciuti in cui approdare, soprattutto ai giorni nostri, è imprescindibile. Pochi giorni fa, ancora una volta, una donna viene strangolata per mano di un uomo. E’ giusto parlare di questi temi per promuovere il cambiamento. Lo farò anche a Giugliano di Napoli, insieme a due realtà territoriali importanti, come il Centro antiviolenza “La Fenice” e Spazio Aspasia. Non si sceglie di raccontare una storia. Scrivere è un atto d’amore. Un bisogno. È stato così anche per questo romanzo; ho sentito di doverlo fare. La scrittura per me è una possibilità di pensare meglio, di indagare. È un modo per entrare nella testa e nei panni di un altro, tentando di scoprirne contraddizioni, desideri. Capirne il funzionamento. Filippo, il protagonista, è animato da conflitti ignoti, desideri che non ammette e non riconosce. Nei suoi panni, ho vissuto un’esperienza forte. Terribile. In fondo, un romanzo ci insegna quel che non conosciamo; quel che non è dato. E come prenderne le distanze””, spiega l’autrice.

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