lunedì, Dicembre 15, 2025

Padula. Scoperta importante necropoli del IV secolo a.C.

Nel corso di mirati servizi di monitoraggio del patrimonio culturale, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Napoli hanno effettuato un intervento su un cantiere in corso a Padula, nei pressi della Certosa di San Lorenzo, dove sono emersi significativi manufatti archeologici. L’area, in passato priva di segnalazioni archeologiche, ha rivelato, durante i lavori edili, la presenza di frammenti di sepolture antiche, in particolare tombe “alla cappuccina”, parzialmente distrutte dai mezzi meccanici. A seguito del ritrovamento, l’area è stata sequestrata su disposizione della Procura della Repubblica di Lagonegro, per preservare le evidenze archeologiche e consentire alla Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino l’esame dei reperti. Quattro persone, tra cui il proprietario del fondo, il committente dei lavori, e i responsabili dell’impresa esecutrice, sono stati denunciati per il danneggiamento di manufatti archeologici e per non aver denunciato tempestivamente il ritrovamento alle autorità competenti. All’esito di un primo intervento scientifico sono stati recuperati, su tutta l’area in sequestro, circa 200 reperti archeologici di elevato valore storico-archeologico, del valore economico di oltre 1.000.000.000 (milione) di euro, tra cui crateri, lekythos, lebete e pelike a figure rosse, piatti e skiphos a vernice nera, stamnos, unguentari, ollette, guttus, lucerne, armi, elementi in piombo costituenti 2 spiedi completi di tripode (utilizzati per il rito funebre), fibule, un cinturone in bronzo da guerriero, monete, tutti oggetti facenti parte dei corredi funerari delle antiche sepolture. Le sepolture, risalenti al V-IV secolo a.C., fanno parte di una vasta necropoli, che include tombe a cappuccina, a fossa e a incinerazione, molte delle quali ancora integre. Il materiale recuperato, di inestimabile valore storico e culturale, sarà oggetto di ulteriori approfondite indagini scientifiche da parte della Soprintendenza, in collaborazione con la Procura di Lagonegro e il Nucleo TPC di Napoli. L’area resta sotto attenta vigilanza da parte dell’Arma dei Carabinieri, mentre continuano le operazioni di scavo e di recupero dei reperti.

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