venerdì, Dicembre 12, 2025

Battipaglia. L’inchiesta. Vivono in 3 in una roulotte. L’appello di Giuseppe: “Abbiamo bisogno di aiuto”. (vedi foto)

Battipaglia. Vivono in tre in una roulotte scassata, appoggiata su dei mattoni a pochi metri di distanza da due supermercati. Giuseppe, 62 anni, Anna 66 e il figlio Ernesto di 28 chiedono aiuto, chiedono di sistemarsi in una casa dignitosa, ma al momento non ci riescono. La loro situazione è tragica. Non si può abitare in una scatola di plastica meno di 10mq, senz’acqua, senza servizi, con finestre rotte nel parcheggio di un esercizio commerciale. La signora Anna ha subito lo scorso anno un intervento all’anca e la sua situazione di salute è a dir poco precaria. Non riesce a camminare, il figlio le deve stare sempre vicino e si muove con l’aiuto di una stampella. Ad occhio pesa quanto una “farfalla”. Non sono migliori le condizioni del padre e del figlio. Tutti i giorni ad ora di pranzo vanno a mangiare alla mensa dei poveri dopo di ché si arrangiano. La signora Anna percepisce il reddito d’inclusione di 950 euro ma non sempre le viene erogato, ha fatto domanda d’invalidità e attende il completamento dell’iter burocratico. Giuseppe dice di non essere nelle condizioni di lavorare, per problemi di salute; riesce a sbrigare solo piccole faccende. Ernesto invece l’estate scorsa ha lavorato in uno stabilimento balneare cittadino e i pochi spiccioli che ha guadagnato hanno fatto perdere il sostegno economico alla madre e al padre. Un lavoro stagionale terminato a fine agosto. C’è un amico che li sta vicino come può, ha anche chiamato le autorità preposte bensì al momento hanno ottenuto solo il pacco alimentare. Hanno bisogno di una casa al più presto, non possono continuare a vivere in condizioni disumane. Giuseppe lancia un appello: “Aiutateci a trovare una sistemazione. Non credo che in una città così grande non c’è un piccolo appartamento per una sistemazione d’emergenza. Aiutateci per favore …”.  Questo è il grido d’allarme lanciato da una famiglia in condizioni disastrose, auspicandoci che questo reportage possa contribuire a risolvere un problema serio e che non passi inosservato come tantissime altre spiacevoli vicende di povertà.

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