È stato presentato ieri sera, in via Garigliano a Battipaglia, il murale realizzato dal Maestro Giancarlo Volturno su iniziativa del gruppo “Ultras 1929”, cuore pulsante del tifo organizzato bianconero. L’opera, intensa e carica di significati, raffigura tre icone fondamentali per la comunità cittadina: la storica formazione della Battipagliese 1988/1989, la Madonna della Speranza, e il compianto presidente Bruno Pastena, simbolo di un’epoca indelebile nella memoria sportiva e civile della città.
L’evento ha visto la partecipazione commossa di decine di cittadini, tifosi e curiosi. A rendere ancora più sentita la cerimonia, l’intervento di padre Luigi Piccolo, che ha ricordato con parole toccanti l’importanza del senso di appartenenza per una comunità che vuole riscoprirsi viva e unita: “Questo murale – ha detto – non è solo colore su parete, ma un legame spirituale che ci ricorda chi siamo. Bruno Pastena non è stato solo un presidente: è stato un padre per questa città sportiva. E come ogni padre, va onorato con la memoria e l’esempio”.
La squadra rappresentata nell’opera si distinse in quella stagione per un avvio memorabile: il 21 agosto 1988, al debutto nel nuovo stadio Luigi Pastena, la Battipagliese travolse la Salernitana con un netto 5-1 in Coppa Italia di Serie C. In campionato inanellò 13 risultati utili consecutivi, prima di chiudere al 13° posto nel girone D di Serie C2. Un’annata che ancora oggi rappresenta un capitolo epico della storia sportiva battipagliese.
Il progetto — come spiegato dagli Ultras 1929 — è solo il primo passo di un percorso più ampio che utilizzerà il linguaggio diretto e inclusivo della street art per rinsaldare il legame tra città e squadra, tra identità territoriale e passione calcistica.
“Lo sport – affermano gli organizzatori – è un potente strumento di socializzazione, un collante che costruisce appartenenza. La Battipagliese non è solo una squadra, è un’eredità affettiva che passa di generazione in generazione, come un parente stretto che non si abbandona mai.”
Il murale è stato realizzato su un muro messo generosamente a disposizione dall’avvocato Landi, che ha voluto così contribuire alla rinascita culturale e simbolica del quartiere. Il Maestro Giancarlo Volturno, visibilmente emozionato, ha dichiarato:
“Disegnare questo murale è stato come incidere la mia infanzia su pietra. Ho messo in ogni pennellata il mio amore per Battipaglia e per la nostra maglia. Ogni volto, ogni sguardo che ho dipinto mi ha riportato ai miei anni da ragazzo allo stadio, quando sognavo di raccontare la mia città con l’arte. Oggi quel sogno è su questo muro.”
Volturno ha infine svelato il significato personale affidato alla figura sacra:
“Ho voluto rappresentare la Madonna come simbolo di unione, come collante di fede tra la città e la sua squadra. Ma per me ha anche un significato personale: è un omaggio a mia madre, che era profondamente devota alla Madonna e che mi ha trasmesso il valore della fede come guida nella vita. Questo murale è il mio modo per dirle grazie, con i colori dell’amore e della memoria.”
L’obiettivo non è solo commemorativo. Gli Ultras puntano anche a riavvicinare le nuove generazioni al tifo autentico, e a riaccendere la passione nei cuori dei vecchi sostenitori, spesso disillusi.
“Chi dimentica il passato – avvertono – non vive con consapevolezza il presente, e non ha futuro. Battipaglia e la Battipagliese sono un binomio indissolubile. Il resto non conta.”
A rendere ancora più significativa l’iniziativa è la modalità con cui è stata realizzata: il murale è stato interamente finanziato dal gruppo “Ultras 1929”, con risorse proprie e grandi sacrifici, sia economici che organizzativi. Il lavoro è durato circa venti giorni, durante i quali i tifosi si sono alternati instancabilmente in turni diurni e notturni per portare a termine l’opera. Apprezzato anche il gesto del Maestro Volturno, che ha scelto di non ricevere alcun compenso, mettendo a disposizione il proprio talento a titolo gratuito, in segno di amore verso la città, la squadra e la propria storia personale.
La presentazione del murale segna dunque l’inizio di un percorso culturale e sportivo che continuerà nei prossimi mesi. Perché la fede bianconera non è solo un ricordo: è una fiamma che si rinnova, si condivide e si racconta. Anche, e soprattutto, attraverso l’arte.














