Battipaglia. Impianto di tonno a mare, la Francese si difende dalle accuse di Greenpeace: gli uffici hanno rispettato la legge

Battipaglia. Esplode la polemica sull’impianto di tonno rosso autorizzato con concessione demaniale marittima dal Comune dopo la notizia pubblicata ad ottobre 2024 proprio dal nostro quotidiano www.battipaglia1929.it. Dopo di ché ci sono stati svariate polemiche sull’iniziativa produttiva e soprattutto nei giorni scorsi Greenpeace ha espresso le proprie perplessità sia sulla problematica dell’inquinamento marittimo sia sulla tutela ittica sia sulla poca trasparenza dell’impianto, che dovrà sorgere nello specchio d’acqua antistante il lido Lago utilizzando 49mila metri quadrati di mare. Sul tema è intervenuta la sindaca Cecilia Francese che con una nota stampa ha precisato che la carenza di una regolamentazione a livello nazionale, “la stessa denunciata da Greenpeace, non consente allo stato di porre delle maggiori istanze alla tutela delle acque. A ciò si aggiunge che la richiesta di concessione per una superficie inferiore a 50.000 mq non consente una procedura sulla Valutazione degli Impatti Ambientali dell’impianto e pertanto un’espressione di parere ambientale da parte dell’Amministrazione”.  La prima cittadina inoltre sostiene che gli uffici hanno richiesto chiarimenti al Ministero sui dettagli geografici (in pratica su alcune delle perplessità mosse da Greenpeace), è la risposta è stata che gli impianti non sono attualmente in funzione e che, proprio per questo motivo, non sono stati indicati dettagli geografici né risultano società coinvolte nella loro gestione o manutenzione. “Questo solleva interrogativi legittimi: si tratta di impianti realmente esistenti ma vuoti, oppure sono “allevamenti fantasma”, mantenuti sulla carta per assicurarsi le quote ICCAT assegnate in passato e attribuirle in seguito a impianti di nuova costruzione? Il Comune di Battipaglia – continua la missiva –  è stato probabilmente l’unico ente a rispondere alle richieste di Greenpeace in totale trasparenza. Gli uffici hanno trasmesso tutta alla documentazione richiesta da Greenpeace da cui è nato l’articolo, in cui in onestà ci si aspettava almeno una citazione rispetto a questo aspetto.  Per maggior chiarezza si deve altresì chiarire che gli uffici competenti hanno rilasciato concessione sulla stessa area in cui in precedenza era stata concessa e gestito fino a qualche anno fa un allevamento ittico alla Campania Pesca s.c.a.r.l di 1.000.000 di mq e che la concessione rilasciata alla TUNA SUD srl rappresenta il 5% dell’area occupata dalla precedente concessione di allevamento ittico. L’impianto produttivo, allevamento del tonno, è sito a oltre 7 km dalla costa della piana del Sele con una profondità di circa 70 metri. Ovviamente prima dell’emissione della concessione – conclude il comunicato stampa –  il Comune ha effettuato tutti i controlli amministrativi tra cui l’antimafia sulla società. Inoltre la concessione è stata rilasciata a seguito dei pareri favorevoli dei diversi Enti coinvolti”. Pertanto, per l’Amministrazione comunale, presieduta da Cecilia Francese, il rilascio della concessione marittima sarebbe stato un atto dovuto e non discrezionale.

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