Salerno Classica. Stasera ultimo appuntamento con il concerto dedicato ad Antonio Salieri

Con Costantino Catena al pianoforte e l’Orchestra Salerno Classica diretta da Francesco D’Arcangelo, questa sera alle ore 20.30, nell’atrio del Museo Diocesano, in una serata che chiuderà la calda estate di Salerno Classica, realizzata dall’Associazione Gestione Musica, verranno celebrati i 200 anni dalla morte di Antonio Salieri. “Dov’è giustizia, Dio, se il dono sacro, se l’immortale genio non è dato in premio a sacrifici, amore ardente, preghiere, zelo diligente, studio, e illumina un pazzo, un vagabondo ozioso! … Oh Mozart, Mozart!” Antonio Salieri deve molto a Puškin e a Peter Shaffer.

Nessuno più di loro, infatti, ha contribuito dopo la sua morte e in particolare negli ultimi decenni, al mantenimento della memoria del musicista e compositore originario di Legnago e poi migrato alla corte di Vienna, coevo di Mozart, e finanche più celebre all’epoca del grande genio di Salisburgo. L’idea è venuta in primis a Puškin nel 1830, per un’opera in un atto e due scene cui appartengono i versi in apertura di questo scritto, redatto sulla base di lettere e cronache del tempo, incentrato appunto sulla presunta rivalità tra i due musicisti alla corte asburgica. Fu inscenata due sole volte durante la vita di Puškin al Bol’šoj di Pietroburgo. Divenne un’opera omonima di Rimskij-Korsakov.

L’idea è stata poi presa a spunto da Shaffer a fine secolo scorso per una drammaturgia teatrale, Amadeus (1978): ne è nato uno spettacolo che ha avuto riconoscimenti e vinto premi in gran numero, una fama ulteriormente enfatizzata nel riverbero mediatico dalla versione cinematografica di Milos Forman, cui andarono sette premi Oscar. Con riguardo alla vicenda in sè, si tratta, invero, in gran parte di una costruzione narrativa e non corrisponde del tutto alla realtà storica, sebbene ci siano stati alcuni episodi di competizione professionale tra i due compositori.

Il programma verrà inaugurato dal Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore del compositore italiano che inizia con un “Allegro maestoso” il cui brillante materiale tematico è in costante evoluzione ritmica.

Si apre con un tema brillante e maestoso, che viene sviluppato con grande virtuosismo dal pianoforte. L’orchestra accompagna il solista con un ruolo di supporto, fornendo una ricca trama sonora. Il secondo movimento, “Larghetto”, è un sobrio e delicato dialogo tra il solista e il pizzicato degli archi, un brano più lirico e introspettivo.

A seguire, il Concerto K271 “Jeunehomme” di Mozart. Composto a Salisburgo all’età di 21 anni ed eseguito per la prima volta a Monaco il 4ottobre 1777, il concerto per pianoforte e orchestra n. 9 è considerato un caposaldo della produzione mozartiana; l’immediatezza dell’invenzione melodica e l’elegante amalgama tra solista e orchestra innovano il suo stile, riverberandosi poi su tutte le sue opere degli anni seguenti.

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