Battipaglia, una volta cuore agricolo della Piana del Sele, si trova ancora oggi ad affrontare un’emergenza ambientale e sanitaria: i miasmi che si alzano dalle aziende di smaltimento rifiuti inquinano l’aria e danneggiano le coltivazioni. Via Spineta, Aversana, Via Orto Grande, Via Tempa delle Craste · Via Tufariello · Via Fasanarella inondate ogni notte da miasmi. Una situazione che la comunità locale denuncia da tempo e che sembrava destinata a trovare una soluzione nel 2019, quando il Comune e altre istituzioni, insieme con i comitati ambientalisti, avevano annunciato un “tavolo permanente sulla crisi” con una delibera a firma degli allora assessori Davide Bruno e Carolina Vicinanza. Tavolo al quale l’attuale amministrazione ha pensato bene di non dare seguito perché attualmente intere sacche di popolazione lamentano l’insopportabile puzza di rifiuti e plastica bruciata che si leva soprattutto di notte. La sindaca nel 2019 prometteva l’intensificazione dei controlli e il monitoraggio dei siti e delle imprese in maniera costante e continua. Nulla di tutto ciò è stato fatto e quando nel 2019 fu approvato un piano integrato di controlli, con un approccio multidisciplinare che coinvolgeva enti come Arpac, Vigili del Fuoco e l’Asl i cittadini si sentirono al sicuro, ma nessuna promessa è stata mantenuta da questa amministrazione. A distanza di anni da quelle rassicurazioni, il comitato permanente e i controlli promessi sembrano essere rimasti solo sulla carta. I miasmi continuano a tormentare i residenti e gli agricoltori, che vedono le loro coltivazioni a rischio e la loro salute compromessa. Quella che doveva essere una dimostrazione che “lo Stato c’è e non molla di un centimetro” queste le parole usate dalla sindaca Cecilia Francese nel 2019, si è trasformata nell’ennesima delusione, l’ennesima mala gestio di questa amministrazione. Gli agricoltori locali, che confidavano in un cambiamento, si ritrovano a lottare con gli stessi problemi di anni fa, se non peggiori. La comunità chiede di sapere che fine ha fatto quel tavolo di lavoro e quali sono stati i risultati concreti di quel “piano speciale” di controlli effettuati in questi anni e quali sono state le misure previste. Si chiede trasparenza e azioni concrete, affinché le dichiarazioni di intenti si traducano in una reale protezione del territorio e dei suoi abitanti.









