venerdì, Dicembre 5, 2025

Battipaglia. Miasmi e silenzi: la città soffoca nel fetore e nell’indifferenza: il sindaco dov’è?

Cattivi odori dall’estate a settembre. Battipaglia, via Spineta, zona industriale e rione Sant’Anna i simboli di una crisi ambientale e politica che da mesi infestano le zone della città. Un odore nauseabondo e persistente di rifiuti, che si alterna a trattamenti chimici fuori controllo o al persistere di gomma bruciata, ha avvolto questi quartieri in una morsa soffocante per mesi interi. L’altro ieri sera l’ennesimo sabato da paura. L’aria è diventata irrespirabile dall’inizio di via Spineta dove ci sono alcuni insediamenti produttivi, trasporto e raccolta rifiuti e il centro di raccolta di Alba a via Fasanara e Tempa delle Craste passando per l’ex macello comunale e gli insediamenti residenziali delle zone rurali. Anche nel quartiere Sant’Anna l’aria è diventata irrespirabile con evidente lezzo proveniente tra le cave e la zona industriale tra i comuni di Battipaglia e Eboli. I residenti si ritrovano prigionieri nelle loro stesse case. Vivere all’aria aperta è diventato un gesto da eroi, soprattutto per chi ha un’abitazione in queste zone. Un odore che irrita la gola e toglie il respiro. La zona è circondata da diverse aziende che si occupano di trattamento e smaltimento rifiuti. Le telefonate ai carabinieri sono diventate una routine, ma il fetore non scompare. La mancata azione e l’indifferenza della politica locale ha trasformato un disagio in una vera e propria emergenza sanitaria. I residenti chiedono a gran voce perché si intervenga, perché si effettuino controlli più stringenti, perché si verifichi che queste aziende operino nel rispetto delle normative ambientali e sanitarie. La responsabilità, sostengono, è direttamente del sindaco, la cui amministrazione sembra aver scelto il silenzio. Un silenzio assordante, che pesa più dei miasmi che infestano l’aria. La mancanza di un controllo efficace del territorio e di risposte chiare ha generato non solo rabbia e frustrazione, ma anche un profondo senso di abbandono. I cittadini si sentono traditi da chi dovrebbe tutelare la loro salute. L’estate è passata, ma l’aria non è migliorata e il timore è che anche l’autunno porti con sé la stessa puzza di indifferenza aumenta.

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