giovedì, Febbraio 19, 2026

Sicignano degli Alburni. Propaganda jihadista su Tik Tok: ai domiciliari un 33enne tunisino

Nella mattinata di ieri, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno – Gruppo Antiterrorismo – un uomo di 33 anni di origine tunisina è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a Sicignano degli Alburni (SA), ritenuto gravemente indiziato del reato di istigazione a delinquere ed apologia di più delitti di terrorismo commessi attraverso strumenti informatici e telematici, aggravato dall’utilizzo di strumenti informatici, avendo pubblicato e diffuso sul proprio profilo social network “TikTok” numerosi video ed immagini inneggianti alla jihad islamica e allo Stato Islamico (la cui natura terroristica è stata riconosciuta a livello internazionale in plurime risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e in documenti del Consiglio dell’Unione Europea), dei suoi leader, delle sue dottrine, delle sue pratiche violente, dell’uso delle armi, del sacrificio della vita dei martiri, dell’odio per gli infedeli e gli apostati, delle uccisioni di cristiani.

La platea vastissima di lettori con l’elevatissimo numero di follower del profilo e l’enorme quantità di condivisioni e like, nonché l’enorme capacità diffusiva propria dello strumento on line, hanno potenziato la diffusione del materiale apologetico, accrescendo il pericolo che altri potessero emulare gli atti di violenza, il martirio e l’adesione alla jihad.

Le attività di indagine esperite dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri –
Sezione Anticrimine di Salerno mediante servizi di osservazione, intercettazioni telefoniche ed Lo ambientali, a seguito di preliminari accertamenti condotti dalla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica di Ancona che aveva individuato, sulla piattaforma social “TikTok”, un account riconducibile all’indagato, consentendo di documentare come questi tramite tale profilo social, avesse pubblicato più di 200 video e immagini inneggianti alla strategia terroristica dello Stato Islamico hanno consentito l’acquisizione di un compendio di elementi indiziari, ritenuti gravi dal GIP con l’ordinanza eseguita, che riguardano in particolare le seguenti circostanze:

  • l’adesione dell’indagato ai principi jihadisti fatti propri da organizzazioni terroristiche di matrice
    confessionale islamica;
  • condotte di apologia di reati di terrorismo commessi mediante l’uso di strumenti informatici o telematici, attraverso la diffusione selettiva di contenuti multimediali finalizzati alla propaganda
    jihadista e al procacciamento di nuovi affiliati.

Tale condotta è risultata particolarmente pervicace perché continuata anche dopo una perquisizione personale e locale eseguita nel mese di ottobre 2024. Nonostante ciò, le successive attività di monitoraggio hanno evidenziato come il cittadino tunisino abbia proseguito nella diffusione della propaganda jihadista attraverso i social network a lui riconducibili.

Il provvedimento cautelare eseguito non importa alcun giudizio di responsabilità definitivo,
essendo impugnabile dinanzi al Tribunale del Riesame; in ogni caso le accuse, cosi come allo stato formulate ed eventualmente sviluppate, saranno sottoposte al vaglio dei giudici competenti nelle fasi ulteriori del procedimento penale in corso.

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