È polemica sulla Contrattazione Decentrata Integrativa – parte economica 2025 della Provincia di Salerno. FP CGIL, UIL FPL e CSA hanno dichiarato di non riconoscere come valido l’accordo definitivo sottoscritto nei giorni scorsi, giudicandolo non rappresentativo della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente. Le tre sigle sindacali non hanno partecipato alla convocazione del 23 dicembre per la firma finale, ritenendo l’impianto dell’intesa inaccettabile nel merito e nel metodo. L’accordo è stato infatti firmato dalla CISL e da 7 componenti su 12 della RSU, mentre 5 rappresentanti RSU e tre organizzazioni sindacali provinciali su quattro hanno scelto di non avallarlo. Al centro delle critiche la redistribuzione delle risorse economiche: secondo FP CGIL, UIL FPL e CSA, la proposta prevede la sottrazione di 256 mila euro dal Fondo della Performance 2025, destinato a tutto il personale, e il trasferimento di 156 mila euro al Fondo delle Elevate Qualificazioni, rivolto a una platea ristretta e finanziato solo parzialmente. Una scelta che, denunciano i sindacati, comporterebbe una riduzione salariale per la maggioranza dei dipendenti. Le organizzazioni firmatarie del comunicato ribadiscono di aver proposto il rinvio della discussione al 2026, ma parlano di “strappo grave nelle relazioni sindacali” e annunciano la prosecuzione della mobilitazione a tutela di salari e diritti del lavoro pubblico.











