mercoledì, Marzo 11, 2026

Battipaglia. Crisi amministrativa incagliata sulla spartizione degli assessori. La sindaca ripensa alle dimissioni?

Battipaglia. Si incagliano le trattative sulla nomina della nuova squadra assessorile, la sindaca ritrova i 13 consiglieri comunali ma non la quadra sulla spartizione delle cariche. Recuperati Gabriella Nicastro e Dario Toriello, i quali dopo il dissenso sulla linea politica manifestata con il passaggio nel gruppo misto, sembra siano rientrati organicamente a sostegno della prima cittadina. Maggioranza risicata a 13, ma sempre maggioranza che permetterebbe di approvare il bilancio di previsione e di tirare almeno fino al prossimo strumento finanziario. Per la cronaca, questa la compagine schierata dalla sindaca per uscire dalle sabbie mobili delle trattative sulla Giunta  “Francese Ter”: Cecilia Francese, Angela Ventriglia, Francesco Falcone, Vincenzo Clemente, Pietro Paolo Greco, Dario Toriello, Giuseppe Manzi, Gianluigi Farina, Maria Gabriella Nicastro, Giuseppe Lenza, Francesco Marino, Angelo Cappelli, Feliciana La Torre. Le interlocuzioni tra i consiglieri comunali, che dovrebbero garantire l’appoggio, si sono rivelate più complesse del previsto. D’altronde le divergenze ormai permangono da ben 6 mesi, prima con il ritiro delle deleghe a luglio scorso per poi riattribuirle senza nulla cambiare. L’azzeramento degli assessori della scorsa settimana potrebbe rivelarsi una mossa azzardata della prima cittadina, avendo sottovalutando le pretese amministrative dei suoi 12 consiglieri, che a quanto pare, quasi tutti, chiedono garanzie per riequilibrare i “pesi” e i “contrappesi”.  Al centro dello scontro vecchi e nuovi nomi sul tavolo della sindaca che non sono graditi ad alcuni malpancisti, che minacciano ancora oggi di far saltare il “banco”. A questo punto, Cecilia Francese potrebbe giocarsi un’ultima e pericolosissima carta: quelle delle dimissioni, per guadagnare ancora ulteriori 20 giorni per un estremo tentativo di mettere i suoi tutti d’accordo o addirittura aprire a un “governo” di fine mandato con la partecipazione di una parte della minoranza. Diversamente si andrebbe verso le irrevocabili dimissioni con lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale.

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