BATTIPAGLIA – Quello che doveva essere un necessario intervento di ammodernamento finanziato dal PNRR si sta trasformando in un’agonia ambientale per il fiume Tusciano. Con il decreto dirigenziale n. 06 del 16 marzo 2026, il Comune ha autorizzato l’ennesima deroga allo scarico dei reflui urbani, permettendo all’ASIS di immettere acque non pienamente depurate nel fiume per altri 30 giorni. Analizzando il documento ufficiale e lo storico degli atti, emerge una sequenza di provvedimenti che ha mantenuto l’impianto in uno stato di “precarietà operativa” per un periodo ben superiore a quanto inizialmente prospettato: Gennaio 2025: L’impianto viene riconsegnato ufficialmente ad ASIS per l’avvio dei lavori di potenziamento delle linee acque e fanghi. Viene emessa la prima autorizzazione provvisoria (n. 01/2025). Settembre 2025: ASIS comunica che i lavori della “linea acque” sono in corso e richiede una deroga di 30 giorni a partire dal 1° ottobre. Gennaio 2026: Nonostante i mesi trascorsi, l’autorizzazione viene ulteriormente prorogata. Marzo 2026: Arriva l’ultima richiesta (prot. 17770 del 05/03/2026) per consentire interventi sulla “grigliatura grossolana” e sul “sollevamento iniziale”. Di fatto, dalla consegna dell’impianto nel gennaio 2025 a oggi, il depuratore ha operato in regime di deroga o fermo tecnico per oltre 14 mesi. L’intervento, denominato “Potenziamento linea acque impianto depurazione Battipaglia” (CUP E21D22000090006), mira a portare la capacità del sito a 69.000 abitanti equivalenti. Un obiettivo nobile che però, a causa della durata dei lavori, sta costringendo il Tusciano a farsi carico di un inquinamento “autorizzato” che sembra non avere una data di fine certa.










