BATTIPAGLIA – Una serata di profonda crisi politica quella vissuta ieri nell’aula del Civico consesso. L’Amministrazione guidata dalla sindaca Cecilia Francese è uscita pesantemente sconfitta dal confronto in Consiglio comunale, dove la minoranza, trasformatasi di fatto in maggioranza numerica, ha bocciato le due variazioni di bilancio, lasciando l’esecutivo in uno stato di evidente fragilità. Al momento dell’appello del presidente Angelo Cappelli, i numeri hanno parlato chiaro: solo 11 consiglieri a sostegno della maggioranza contro i 12 dell’opposizione. Pesano come macigni le assenze di Gabriella Nicastro e Pierpaolo Greco. Nonostante la sindaca abbia provato a giustificare i due come assenti per motivi personali, le opposizioni hanno rispedito al mittente la spiegazione, ritenendola non credibile, specialmente per quanto riguarda Greco, già protagonista di recenti strappi sul PIAO e sulle assunzioni tramite elenchi Asmel. La minoranza ha scelto di non fare sconti, bocciando i provvedimenti finanziari e accusando l’esecutivo di una manovra “provocatoria”. Sotto accusa la scelta della Giunta di accorpare in un unico pacchetto l’adeguamento contrattuale dei dipendenti e questioni prettamente politiche, come i 150mila euro per il verde pubblico legati a un emendamento della Nicastro. Per l’opposizione, le variazioni di bilancio sono atti politici che questa maggioranza, ormai priva di numeri certi, non è più in grado di sostenere autonomamente. Unico spiraglio della serata è stata l’approvazione della variante urbanistica per la casa/alloggio “Durante/Dopo di Noi” in via Lettonia, passata grazie all’astensione della minoranza, che ha così permesso il via libera a un’opera di valore sociale nonostante la paralisi politica. Dopo due ore di quello che viene descritto come un vero e proprio “martirio” politico, il clima per la sindaca si fa pesantissimo. L’opposizione, compatta, ha chiesto le dimissioni anticipate di Cecilia Francese, invitandola a “liberare la città” da una situazione definita imbarazzante. Con una maggioranza ormai polverizzata e continui “mal di pancia” interni, il prosieguo del mandato appare oggi quanto mai incerto.









