«Spazi contesi e ingiustizie sociali. La pratica del territorio per una geografia civica e attiva» è il titolo del talk organizzato a Salerno nell’ambito della “Notte della Geografia”. L’evento, in programma venerdì 10 aprile alle ore 9 presso lo storico palazzo Fruscione (Vicolo Adelberga, 19), con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno (DipSUm), dell’Osservatorio degli Spazi Amministrativi Italiani e Internazionali (O.S.A.I.I.), dell’Associazione Tempi Moderni e con la partnership del magazine RQ-Resistenze Quotidiane, rientra nell’ambito delle iniziative europee della X edizione di Geonight, promossa da EUGEO (European Association of Geographical Societis) e IGU (International Geographical Union).
II fil rouge dell’incontro è lo spazio che attraversiamo ogni giorno, non semplicemente uno sfondo neutro, ma un riflesso vivido delle scelte politiche, economiche e sociali che plasmano la nostra convivenza. In occasione dellaNotte della Geografia, questo incontro invita i cittadini a svelare la «natura politica» dei nostri luoghi: perché un confine unisce o divide? Come può un quartiere favorire l’inclusione anziché la resistenza? Riflettere sull’organizzazione dello spazio oggi significa, innanzitutto, rafforzare la consapevolezza civica.
Comprendere che gestire una risorsa, dare un nome ad una strada o riqualificare un quartiere sono atti simbolici permette a ogni cittadino di passare dall’essere uno spettatore passivo a un protagonista consapevole nel proprio territorio. Per questo motivo, l’evento promuove un dialogo diretto e interconnesso tra i protagonisti della trasformazione territoriale: dal mondo accademico, chiamato a fornire interpretazioni e strumenti di analisi scientifica, ai decisori politici, responsabili delle scelte strategiche e della visione futura, agli attori sociali e culturali, che animano lo spazio dando voce alle questioni di identità e coesione.
Dai vicoli di Salerno ai confini della terra: mettiamo a confronto storie reali e grandi sfide globali per capire come riappropriarci dello spazio in cui viviamo. Non una lezione, ma un laboratorio di cittadinanza aperto per costruire insieme una città senza barriere fisiche e socioculturali. L’obiettivo è trasformare il potenziale conflitto in un progetto condiviso, in cui la geografia diventa il linguaggio comune per costruire una comunità più equa, resiliente e partecipativa.
L’intensa mattinata di confronto – moderata da Andrea Manzi, Coordinatore del magazine RQ-Resistenze Quotidiane – sarà aperta dai saluti istituzionali di Carmine Pinto, direttore del DipSUm, e proseguirà con gli interventi di Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania; Elena Dell’Agnese, docente dell’Università degli studi Milano-Bicocca; Massimiliano Amato, condirettore della rivista “Critica Sociale”; Alfonso Amendola, Pierluigi De Felice e Silvia Siniscalchi, docenti dell’Università degli Studi di Salerno; Massimo Cingotti e Barbara Ruggiero, dottorandi del DipSUm.
e conclusioni saranno affidate a Teresa Amodio, docente dell’Università degli Studi diSalerno.









