Battipaglia. “Lo sguardo delle Tabacchine”: oggi alle 17 iniziativa di Civica Mente

BATTIPAGLIA – Non è solo un tributo al passato, ma un cantiere aperto sul futuro. Il progetto culturale “Lo sguardo delle Tabacchine”, promosso dalle associazioni Civica Mente e Generazioni di Idee, si prepara a trasformare la città in un laboratorio di memoria attiva e rigenerazione urbana. Al centro dell’iniziativa c’è la figura della “tabacchina”, donna simbolo di emancipazione e perno della vita produttiva dello storico Tabacchificio Farina. Il cuore dell’evento sarà il dibattito pubblico che si terrà oggi 2 maggio alle ore 17:00 presso l’Ex ERSAC (via Belvedere 10). L’incontro vedrà il confronto tra storici, esperti e rappresentanti istituzionali per analizzare come l’eredità del tabacco possa trasformarsi in opportunità di sviluppo. Tra i relatori, Maurizio De Filitto ed Enzo Castaldi ripercorreranno le tappe della trasformazione sociale e i moti del ’69, mentre l’architetto Francesco Alfano (Commissione Rigenerazione Urbana) esplorerà le potenzialità architettoniche ancora inespresse del sito. Il tavolo tecnico sarà completato dai contributi di Clementina Fortunata, esperta di marketing turistico, Davide Zecca (Consigliere Provinciale), Maria Citro (Assessore del Comune di Battipaglia), con il supporto istituzionale della Regione Campania rappresentata dall’Assessora Maria Carmela Serluca e dal Consigliere Andrea Volpe. Parallelamente al confronto civile, il progetto propone una mostra artistica immersiva dal format inedito. I visitatori non saranno semplici spettatori: riceveranno cinque foglie di tabacco per votare l’opera preferita, “stendendole” su apposite rastrelliere. Un gesto che riproduce ritualmente l’antico lavoro delle tabacchine, unendo materialità storica e arte contemporanea. L’esposizione sarà arricchita da reperti originali recuperati nello stabilimento, fotografie d’epoca e articoli giornalistici. L’impatto visivo più potente sarà affidato al vernissage del monumentale murales di Mino Centanni. Lungo quindici metri, l’opera raffigura una giovane operaia che passa le foglie di tabacco ai propri figli: un richiamo alla realtà storica del Tabacchificio (che ospitava un asilo nido interno) e una metafora del passaggio generazionale.

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