BATTIPAGLIA – Doveva essere il simbolo della modernità urbana, un centro di interscambio modale finanziato con fondi europei per rivoluzionare la mobilità cittadina. Oggi, il progetto PIU Europa a ridosso della stazione ferroviaria è invece l’emblema di un’odissea burocratica e giudiziaria che sembra non avere fine. Le immagini attuali documentano uno scenario spettrale: pilastri di cemento deturpati, pavimentazione invasa da erbacce e rifiuti accumulati in ogni angolo. L’area è stabilmente occupata da numerosi senza fissa dimora che vi hanno allestito giacigli di fortuna con materassi e reti a doghe. Nel passato recente si sono verificati diversi incendi di natura dolosa, probabilmente appiccati per smaltire rifiuti o per riscaldarsi, che hanno richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco. A questo si aggiungono le denunce dei residenti su episodi di spaccio e scarsa illuminazione, che rendono la zona pericolosa per i pendolari, specialmente nelle ore serali. Al centro della paralisi c’è un durissimo scontro legale. L’Amministrazione comunale ha infatti avviato un contenzioso con la società Atene Grandi Progetti srl, concessionaria che avrebbe dovuto realizzare e gestire l’opera. L’ente ha motivato la revoca della concessione citando gravi ritardi nel cronoprogramma e inadempienze nel completamento dei lavori. Di contro, la ditta ha citato in giudizio il Comune, chiedendo un risarcimento monstre di 62 milioni di euro, sostenendo che sia stata proprio l’amministrazione a bloccare arbitrariamente i lavori non versando le somme dovute. Mentre la battaglia legale prosegue nelle aule di tribunale, i costi per la collettività continuano a lievitare. Nonostante l’opera sia ferma, l’amministrazione ha già dovuto investire circa 200.000 euro per interventi straordinari di pulizia, diserbo e messa in sicurezza dell’area. Si tratta di fondi pubblici utilizzati per arginare un degrado che, in assenza di una sorveglianza costante e del completamento dei lavori, tende a ripresentarsi dopo poche settimane da ogni bonifica. Senza una risoluzione definitiva del contenzioso o un piano di gestione efficace, il PIU Europa resterà una ferita aperta nel cuore di Battipaglia: un deserto di cemento da 40 milioni di euro che continua a drenare risorse pubbliche senza offrire alcun servizio ai cittadini.









