Battipaglia, biblioteca comunale: inviate al Prefetto 1000 firme per l’intitolazione al Prof. Italo Rocco. Spaccatura anche in Consiglio

BATTIPAGLIA – Lo scontro socio-culturale sull’intitolazione della nuova biblioteca comunale arriva ufficialmente sui tavoli del Governo. Venerdì 31 luglio 2026, il comitato spontaneo di cittadini ha trasmesso al Prefetto di Salerno le circa 1.000 firme raccolte per chiedere che la struttura sia intitolata al Prof. Italo Rocco, illustre figura fortemente radicata sul territorio. La mobilitazione civica contesta la scelta dell’Amministrazione, rivendicando l’importanza dell’identità locale. La protesta si riflette in modo identico all’interno del Consiglio Comunale. Ben 12 consiglieri di opposizione su 24 (esattamente la metà dell’assise) hanno sposato formalmente la linea del comitato, chiedendo a gran voce che la biblioteca porti il nome del professor Rocco. Una spaccatura politica e sociale netta, che evidenzia la gravità della controversia in città. La disputa nasce dai criteri scelti per l’assegnazione del nome. Il mondo civico e culturale battipagliese sostiene che un luogo di cultura così importante debba essere dedicato a una personalità legata alla storia della città, e non a figure estranee al territorio, per quanto storicamente rilevanti. Le tappe della vicenda vedono continui cambi di rotta da parte degli organi comunali. La prima scelta: La commissione toponomastica, accogliendo i suggerimenti di alcune associazioni, aveva inizialmente individuato la scrittrice Matilde Serao. Il cambio di rotta: Di fronte alle immediate contestazioni della cittadinanza, la commissione ha virato su Tina Anselmi – staffetta partigiana e prima donna ministro della Repubblica Italiana – con una motivazione ritenuta però generica dal comitato soprattutto rispetto al fatto che non abbia nessun legame con Battipaglia. La ratifica: La Giunta comunale ha successivamente approvato la delibera che blinda la scelta di Tina Anselmi, scatenando la reazione definitiva dei residenti. Pur riconoscendo l’indiscusso valore storico e istituzionale di Tina Anselmi, il comitato spontaneo e i mille firmatari contestano fermamente il provvedimento della Giunta, giudicato privo di una reale motivazione legata alla comunità locale. Considerato il forte clima di tensione sociale che si è generato a Battipaglia, il comitato ha chiesto ufficialmente al Prefetto di bloccare l’iter e non formalizzare la scelta. La battaglia legale e simbolica non si ferma qui: nei prossimi giorni, i promotori della petizione invieranno la copia delle mille firme anche direttamente al Ministro dell’Interno per sollecitare un intervento ispettivo sulla legittimità della procedura.

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