BATTIPAGLIA – Una scossa di terremoto politico sta per investire i palazzi comunali di mezza Italia, ma è a Battipaglia che l’epicentro rischia di radere al suolo mesi di trattative, alleanze e strategie sotterranee. La notizia, passata quasi sotto silenzio tra le pieghe del dibattito nazionale, è di quelle destinate a cambiare la storia amministrativa recente: la Lega vince la sua storica battaglia, Giorgia Meloni cede e il terzo mandato per i sindaci dei Comuni sopra i 15mila abitanti diventa realtà. A svelare il retroscena dalle colonne di Repubblica è la firma autorevole di Concetto Vecchio. Il percorso legislativo è ormai solo una formalità tecnica da definire prima del rinnovo del Parlamento, ma gli effetti pratici si fanno già sentire, sollevando un polverone che scompiglia totalmente le carte in vista delle prossime elezioni comunali. A Battipaglia questo scenario ha un nome e un cognome: Cecilia Francese. La prima cittadina, data ormai per uscente dopo dieci anni consecutivi di governo e due mandati consecutivi, sembrava destinata a uscire di scena dalla finestra. Con questa svolta, invece, la Francese è pronta a rientrare trionfalmente dal portone principale, azzerando di fatto la corsa alla sua successione. La prospettiva di una sua ricandidatura accende una luce del tutto nuova sulla frenetica attività amministrativa messa in atto negli ultimi mesi. Una vera e propria accelerazione che oggi, alla luce del terzo mandato, assume contorni a dir poco curiosi: 52 nuove assunzioni, una raffica di indizioni di gare d’appalto nei lavori pubblici e una serie di conferimenti di incarichi fiduciari. Movimenti che ora non sembrano più il canto del cigno di un’amministrazione al tramonto, ma le fondamenta strutturali di una nuova, aggressiva campagna elettorale. Il vero cortocircuito si registra però nel Partito Democratico. I dem battipagliesi, a differenza dei colleghi dei vicini Comuni di Campagna, Eboli e Capaccio Paestum – dove i sindaci sono stati puntualmente disarcionati –, hanno finora mantenuto in sella Cecilia Francese, garantendole stabilità e galleggiamento politico. Oggi quell’equilibrio è saltato. Un’ulteriore discesa in campo della sindaca apre una faglia profonda nel centrosinistra, andando a scontrarsi frontalmente con le ambizioni dei papabili candidati della coalizione che già scaldavano i motori per il dopo-Francese. La sfida è lanciata. Una nuova candidatura di Cecilia Francese non sarà solo una battaglia di numeri, ma un vero e proprio referendum sulla sua persona. Saranno i cittadini battipagliesi, nelle urne, a dover misurare il reale gradimento e a esprimere il giudizio definitivo su oltre due lustri di governo. Il quadro politico cittadino è ufficialmente azzerato: la corsa a Palazzo di Città riparte da zero, e le regole del gioco sono appena cambiate.












