BATTIPAGLIA – Il mandato elettorale più longevo della giovane storia della città capofila della Piana del Sele è ormai a un passo dal baratro. Nelle prossime ore, la mozione di sfiducia promossa dal consigliere comunale di minoranza Gaetano Marino verrà ufficialmente protocollata al Comune. La svolta decisiva arriva dal Partito Democratico: con l’assenso e l’autorizzazione alla firma da parte dei suoi 3 consiglieri, il documento ha raggiunto quota 12 sottoscrizioni, dando nei fatti il via libera allo scioglimento anticipato del consesso civico come già accaduto nei comuni limitrofi di Campagna, Eboli e Capaccio Paestum. Le 12 firme costringeranno il presidente del consiglio comunale, Angelo Cappelli, a convocare l’aula entro un massimo di 30 giorni per discutere la sfiducia alla sindaca Cecilia Francese.
La mappa dei voti in aula fotografa una spaccatura geometrica e perfetta: da una parte ci sono i 12 consiglieri della minoranza pronti a votare il crollo dell’esecutivo, dall’altra i 12 consiglieri di maggioranza. Il destino della prima cittadina è dunque appeso a un filo sottilissimo: per salvarsi e raggiungere la quota di 13 voti necessaria a mantenere in vita l’amministrazione, la sindaca Cecilia Francese dovrà fare totale affidamento sul proprio voto personale all’interno del civico consesso. Salvo clamorosi colpi di scena dell’ultimo minuto – come il possibile allineamento di qualche consigliere di maggioranza vicino all’area PD pronto a voltarle le spalle – la stabilità del governo cittadino si giocherà su un equilibrio fragile e risicatissimo. L’opposizione ha messo nel mirino l’operato della sindaca su più fronti, formalizzando accuse durissime. L’amministrazione Francese viene contestata in primis per aver avviato un piano di assunzioni definito “dissennato e scriteriato”, privo di una reale analisi dei settori deficitari dell’ente, a partire dal corpo dei Vigili Urbani. A far traboccare il vaso è poi lo stato di abbandono in cui versa il territorio: immondizia per le strade, microdiscariche ovunque e la paralisi delle opere pubbliche che mette a rischio i fondi già finanziati dal PNRR. Ad aggravare il quadro politico e sociale si aggiunge la pesante questione della sicurezza urbana. La città è ormai ostaggio di continui furti sul territorio e di preoccupanti episodi di violenza giovanile, fenomeni che alimentano la percezione di una totale assenza di controllo e prevenzione, lasciando i cittadini in uno stato di costante vulnerabilità. Il j’accuse delle minoranze evidenzia una totale paralisi nella pianificazione e programmazione della città. Sotto accusa è la mancata redazione dei principali strumenti urbanistici e di sviluppo: Il nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale); Il nuovo PAD (Piano di Assetto delle Aree Demaniali); Il programma PIU Europa; Un Piano Traffico adeguato a decongestionare la viabilità cittadina; Servizi e infrastrutture al collasso: illuminazione e sport negati. L’elenco delle inefficienze si estende ai servizi quotidiani e alle infrastrutture pubbliche. La cittadinanza lamenta i continui disservizi e le carenze della pubblica illuminazione, che lasciano intere zone al buio favorendo la criminalità. Infine, lo sport cittadino risulta letteralmente negato: strutture storiche e fondamentali come lo stadio Sant’Anna e il Pastena rimangono non fruibili e sbarrate agli atleti e alle associazioni locali. Per Cecilia Francese e la sua giunta l’avventura al governo della città sembra arrivata al capolinea. Le prossime ore saranno decisive per capire se Battipaglia andrà incontro al commissariamento prefettizio e a nuove elezioni anticipate.










