BATTIPAGLIA – Una difesa strenua, a tratti dai toni messianici, che si trasforma in un durissimo contrattacco verso la minoranza. La sindaca, Cecilia Francese, affida ai microfoni dell’emittente locale Sei TV la sua verità sulla crisi politica che sta scuotendo Palazzo di Città. Con 12 consiglieri comunali su 24 che hanno già firmato la mozione di sfiducia, la prima cittadina si ritrova di fatto senza una maggioranza politica autonoma: le sorti della consiliatura pendono letteralmente sul filo del rasoio, legate al tredicesimo voto decisivo che, paradossalmente, coincide con il suo stesso seggio. Eppure, nonostante l’evidente isolamento numerico, Francese non arretra di un millimetro. Chi si aspettava un’apertura verso l’opposizione per un governo di scopo o di fine mandato è rimasto deluso. Nessuna mano tesa alla minoranza, nessun compromesso. La sindaca sceglie invece di indossare i panni della “salvatrice della patria”, lanciando un appello diretto alla cittadinanza e avvertendo sui presunti “anni bui” e sui danni irreparabili che uno scioglimento anticipato comporterebbe per Battipaglia. “La mozione di sfiducia è un atto politico che farebbe ripiombare la nostra città nel baratro”, ha tuonato Cecilia Francese ai microfoni di Sei TV, richiamando quasi alla lettera il manifesto programmatico espresso da Etica per il Buongoverno. “Le conseguenze immediate sarebbero le mie dimissioni, la caduta della Giunta e lo scioglimento del Consiglio, con l’arrivo di un Commissario Prefettizio che reggerebbe il Comune per 8 o 9 mesi. Ma un commissario – avverte con forza la sindaca – non potrà mai sostituire al meglio me o qualsiasi altro sindaco eletto dal popolo, perché non ha la spinta politica e l’amore per il territorio necessari a difendere Battipaglia nei tavoli che contano”. La prima cittadina ha poi elencato i tavoli strategici attualmente aperti, presentandosi come l’unico baluardo a difesa degli interessi dei battipagliesi. Alta Velocità: “A Roma si sta discutendo degli indennizzi per i lavori dell’Alta Velocità. Chi si siederà a quel tavolo dove oggi la voce della Sindaca si alza autorevole e riconosciuta?”. Fondi PRIUS (Scuola De Amicis): Con la caduta dell’amministrazione decadrebbero anche i dirigenti nominati ex art. 110 TUEL, inclusi i vertici dell’Area Tecnica-Lavori Pubblici e del Settore Legale. “Siamo alle battute finali per l’utilizzo di 13 milioni di euro per l’intervento sulla De Amicis. Un rallentamento burocratico ci farebbe perdere una premialità di 2 milioni di euro. Chi gestirà tutto questo se andiamo a casa?”. Discarica di Castelluccio: La sindaca rivendica il merito di aver sbloccato il piano operativo di svuotamento da quasi 22 milioni di euro (finanziamento regionale). “I lavori sono nella fase operativa, la città ha bisogno di unità per non rischiare interruzioni sine die“. Anche sulla sanità e sulla riapertura del Presidio Ospedaliero “Santa Maria della Speranza”, Francese rivendica un ruolo insostituibile, definendo la sua azione “come un estenuante martello pneumatico” contro l’ASL. Ed è qui che emerge il paradosso del suo discorso: pur chiedendo “unità” a tutte le forze politiche e sociali, la sindaca non cerca la sponda della minoranza per governare, ma la accusa implicitamente di irresponsabilità. “Questo non è il momento delle mozioni di sfiducia, ma quello della responsabilità verso la città. Noi siamo concentrati sul futuro di Battipaglia, altri pensano solo alle poltrone”, ha concluso Cecilia Francese. Resta da capire se questo appello al popolo basterà a salvare una consiliatura che, nei numeri dell’aula, sembra aver già esaurito il suo percorso.










