SALERNO, 9 settembre 2026 – Una imponente operazione contro il traffico illecito di rifiuti e il riciclaggio di materiali ferrosi ha scosso all’alba diverse province italiane. I Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, insieme ai comandi provinciali territoriali, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di sequestro preventivo emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Il valore dei beni bloccati ammonta a ben 3.500.000,00 euro. L’indagine vede coinvolti diversi imprenditori accusati a vario titolo di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e furto aggravato. Secondo gli inquirenti, le tonnellate di materiale ferroso venivano sottratte illecitamente e in grandi quantità dai cantieri di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). La complessa attività investigativa, condotta dal Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Salerno, è partita nel settembre del 2022. Monitorando un’azienda di trattamento e recupero rifiuti a Albanella (SA), e grazie a intercettazioni, pedinamenti e videoriprese, i militari hanno svelato un collaudato sistema criminale esteso non solo in Italia, ma anche in Paesi europei ed extraeuropei. L’inchiesta si divide in due filoni principali. Il primo ruota attorno alla società Ricicla Campania s.r.l. (con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e operativa ad Albanella). L’azienda è indiziata di aver gestito illecitamente rifiuti urbani ingombranti, imballaggi misti, pneumatici e guarnizioni in plastica, spedendoli illegalmente in Thailandia attraverso la falsificazione dei documenti doganali e ambientali. Il secondo filone riguarda invece il mercato nero dei metalli. La stessa Ricicla Campania cedeva “in nero” i rottami ferrosi alla Cermetal S.r.l., azienda legata a una nota famiglia di imprenditori locali, utilizzando una rete di prestanome. In un caso specifico, è stata accertata l’esportazione illegale in Turchia di oltre 5.100 tonnellate di rottami ferrosi, spacciati falsamente come materia prima recuperata (End of Waste). Per ripulire i carichi di metallo e aggirare i controlli legislativi, il gruppo di imprese coinvolte (Cermetal, C.R. Metalli, Rag.Metal, Autoricicla e Rafecology) utilizzava il meccanismo fraudolento del cosiddetto “giro bolla”: i carichi viaggiavano scortati da bolle e certificazioni false emesse a nome di società completamente inesistenti. Il blitz dei Carabinieri del NOE ha portato al congelamento di 71 conti correnti riconducibili agli indagati e al sequestro di 8 camion e degli impianti aziendali utilizzati per lo stoccaggio e il trasporto dei rifiuti.Contestualmente, la Procura guidata dal Procuratore Raffaele Cantone ha notificato a undici persone l’invito a rendere interrogatorio preventivo (come previsto dalla legge n. 114/24), poiché l’ufficio inquirente ha richiesto per loro l’applicazione di misure cautelari personali. Per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a giudizio definitivo.











