BATTIPAGLIA – Tassisti sul piede di guerra per le condizioni inaccettabili in cui versa il servizio della colonnina pubblica di Piazza Farina, posizionata proprio davanti allo scalo ferroviario cittadino. Al centro della contestazione c’è un numero di telefono ben preciso: lo 0828 304748. Un filo diretto tra la cittadinanza, i turisti in arrivo e i conducenti delle auto bianche, che oggi è completamente muto. Il paradosso, denunciano furiosi gli operatori del settore, è che il Comune di Battipaglia continua a pagare regolarmente il canone alla Telecom (TIM), senza che dall’altra parte venga garantito il servizio. Nonostante i “notevoli e ripetuti solleciti” inviati alla compagnia telefonica da mesi, nessuno si è mai degnato di intervenire per il ripristino della linea. Se il blackout tecnologico rappresenta un danno economico e un disservizio pubblico non indifferente, a far traboccare il vaso è la collocazione fisica in cui lo strumento è stato confinato. Durante lo svolgimento di alcuni lavori effettuati da una ditta per conto della ferrovia, l’apparecchio telefonico è stato “sistemato” all’interno di una nicchia. Il risultato? Quell’angolo, parzialmente nascosto alla vista della piazza, si è trasformato in un vero e proprio orinatoio a cielo aperto. Una cloaca improvvisata dove incivili e passanti si recano puntualmente a espletare i propri bisogni fisiologici. «Siamo impossibilitati a lavorare e a rispondere alle chiamate», è lo sfogo amaro e unanime degli operatori di Piazza Farina. «Anche laddove il telefono accennasse a funzionare, avvicinarsi a quella cabina è diventato impossibile a causa dei miasmi e del livello di sporcizia. È una questione di igiene, di dignità personale e di decoro per l’intera città». Il piazzale della stazione rappresenta il biglietto da visita di Battipaglia per chiunque arrivi in treno. Trovarsi di fronte a un servizio essenziale come il trasporto pubblico non di linea paralizzato da sterco, urina e indifferenza aziendale è una fotografia che la comunità non merita. I tassisti chiedono ora un intervento immediato e congiunto: da una parte l’amministrazione comunale deve pretendere da Telecom il ripristino immediato della linea per cui versa i canoni, dall’altra è urgente rimuovere l’apparecchio da quella “nicchia della vergogna”, restituendo sicurezza, igiene e funzionalità a un servizio pubblico essenziale.











