NEW YORK / BATTIPAGLIA – A settembre le sfavillanti luci di Times Square, il cuore pulsante e cosmopolita di New York, hanno fatto da sfondo a un momento straordinario per la pregiata tradizione orafa italiana. I maxischermi del celebre incrocio di Manhattan hanno proiettato in anteprima mondiale lo spot della nuova collezione firmata dal designer e maestro orafo Raffaele Ferraioli, attirando l’attenzione e la curiosità di migliaia di passanti, turisti e appassionati d’arte da ogni parte del mondo. Un palcoscenico internazionale di altissimo profilo che celebra non solo l’eleganza raffinata e la maestria tecnica del gioielliere battipagliese, ma anche il valore inestimabile del Made in Italy. Tra le architetture iconiche dei maxischermi newyorkesi, le immagini dei gioielli hanno raccontato una storia fatta di passione per le gemme naturali, design d’eccellenza e un profondo legame culturale con il territorio italiano, in particolare con i dettagli d’arte e le sfumature della Costiera Amalfitana. L’uscita sul grande schermo newyorkese segna inoltre l’inizio di un nuovo ed entusiasmante capitolo internazionale per la maison d’Alta gioielleria. Dal laboratorio artigianale giunge infatti la conferma che il designer e il suo team sono già al lavoro su un nuovo e ambizioso progetto: una collezione esclusiva per il pubblico statunitense, realizzata in collaborazione con l’artista di fama internazionale Marco Gallotta. Il design pensato per gli Stati Uniti promette di creare una linea in cui l’inconfondibile arte del cut-out di Gallotta si fonde con la bellezza dell’anima dell’Alta oreficeria italiana, creando un ponte ideale tra la maestria artigianale nostrana e il collezionismo d’oltreoceano. Lo straordinario traguardo raggiunto dal Maestro orafo Ferraioli proietta il talento italiano ai vertici della gioielleria globale, dimostrando come la passione per il bello non conosca confini. “Vedere la propria visione creativa prendere vita nel centro del mondo, a Times Square, è un’emozione indescrivibile e un grande orgoglio. Questo traguardo non rappresenta solo un trionfo personale, ma la conferma che la nostra cultura artigianale, se unita a una visione contemporanea, sa parlare una lingua universale capace di emozionare a qualsiasi latitudine”.











