Battipaglia. Ore decisive a Palazzo di Città per il futuro politico della cittadina capofila della piana del Sele. Stasera, alle ore 18:30, l’aula consiliare ospiterà la seduta straordinaria in cui si discuterà e si voterà la mozione di sfiducia presentata nei confronti della prima cittadina, la dott.ssa Cecilia Francese. Un appuntamento cruciale che potrebbe decretare la fine anticipata della consiliatura e il ritorno alle urne per i cittadini battipagliesi. Il regolamento e lo statuto comunale parlano chiaro: per costituire validamente la seduta in prima battuta basterà la presenza di 12 consiglieri comunali. Tuttavia, per mandare a casa la sindaca al momento del voto nominale, servirà la maggioranza assoluta di 13 voti favorevoli su un totale di 24 componenti dell’assise. La matematica politica recente racconta di una crisi profonda. Nell’ultimo consiglio comunale, la coalizione a sostegno di Cecilia Francese si è liquefatta: in aula erano rimasti soltanto 8 consiglieri di maggioranza (compresa la sindaca) contro gli 11 dell’opposizione, determinando la bocciatura di tutti i punti all’ordine del giorno, comprese le variazioni di bilancio. Un ko tecnico che ha spinto la prima cittadina ad azzerare la Giunta e revocare gli assessori nel disperato tentativo di ricucire i rapporti e cercare sponde proprio tra le file della minoranza. La curiosità generale si concentra sui 12 consiglieri dell’opposizione. Se la minoranza resterà compatta, mancherà un solo voto per assestare il colpo di grazia all’amministrazione. Il grande dilemma che si scioglierà in serata è legato alla tenuta dei blocchi: ci sarà un “franco tiratore” tra gli ex fedelissimi della sindaca pronto a votare sì alla sfiducia, oppure qualcuno dell’opposizione farà da “pronto soccorso” all’esecutivo, sfilandosi all’ultimo momento per evitare il commissariamento? La mozione firmata dai consiglieri di minoranza non si limita alla pura conta numerica, ma delinea un duro e dettagliato atto d’accusa in sei punti che contesta una “crisi strutturale della capacità di governo” della città. Viene evidenziato il progressivo deterioramento della maggioranza, con pubbliche prese di distanza, dimissioni a catena e continui rimpasti di giunta (già avviati a gennaio 2026) che hanno privato la sindaca di una base politica solida e autosufficiente. Sotto la lente d’ingrandimento la gestione del PIAO 2026-2028 e i continui cambi di rotta sulle modalità di reclutamento. Pesa la denuncia sulla sicurezza stradale e urbana, legata al mancato reintegro del personale della Polizia Municipale, ormai ridotto all’osso. L’opposizione punta il dito contro lo stato di abbandono del centro e delle periferie, carenti di pulizia e manutenzione ordinaria (viene citata persino l’assenza di bagni pubblici elementari). Un degrado, legato anche all’abbandono dei rifiuti e alla microcriminalità, che nei mesi scorsi (maggio e luglio 2026) ha portato Battipaglia alla ribalta mediatica negativa sui telegiornali nazionali (TG5, TG4, Studio Aperto) e nei dossier social di Vittorio Brumotti. Si contestano le mancate risposte all’inquinamento del fiume Tusciano e delle acque marine del litorale, gestite finora con interventi occasionali e senza un piano strutturato di monitoraggio su scarichi abusivi e depuratori. L’elenco delle opere pubbliche al palo è lunghissimo. Spiccano i ritardi pluriennali per la ricostruzione delle scuole Fiorentino (abbattute nel lontano 2018 e mai terminate), il Mercato Coperto incompiuto, i progetti del PIU Europa fermi, lo Stadio Sant’Anna chiuso, le criticità del plesso Kennedy e il totale abbandono dell’area archeologica industriale dell’Ex ATI di via Jemma. L’amministrazione viene accusata di aver perso autorevolezza nei tavoli sovracomunali e di non avere una visione strategica per frenare lo spopolamento e la progressiva riduzione della popolazione residente.I consiglieri firmatari hanno chiesto ufficialmente che la mozione venga votata per appello nominale, costringendo ogni singolo esponente politico ad assumersi la responsabilità della propria scelta davanti alla città. Mancano pochissime ore: Battipaglia saprà se Cecilia Francese riuscirà a trovare l’ennesimo salvagente politico o se per Palazzo di Città si apriranno ufficialmente le porte del commissariamento prefettizio.










