Un viaggio nel cuore del Seicento, tra arte, fede, mistero e inquietudini: è questo lo scenario de “L’ottavo angelo”, il nuovo romanzo di Gerardo A. Russo, artista e scrittore, dedicato alla figura di Francesco Guarini da Solofra, tra i principali interpreti della pittura di matrice caravaggesca.
Il volume conduce il lettore nella Napoli del 1658, pochi anni dopo la devastazione della peste, in una città ancora segnata dalla tragedia e sospesa tra cultura, spiritualità e superstizione. Al centro della vicenda si trova il dipinto “I Sette Arcangeli”, attorno al quale ruota l’indagine del cavaliere Nicolò Brina, personaggio enigmatico incaricato dal viceré di Napoli di fare luce sull’autore dell’opera, Francesco Guarini, e sul significato nascosto della sua pittura.
Tra palazzi aristocratici, taverne e atmosfere cariche di mistero, Russo costruisce una narrazione che unisce la ricostruzione storica alla dimensione più intima dei suoi personaggi. Il Seicento prende forma attraverso ambienti, vicende e suggestioni che restituiscono al lettore una società attraversata da fede, dubbi, passioni e ricerca del sapere.
La sensibilità artistica dell’autore emerge anche nel modo in cui vengono delineati i protagonisti e gli scenari del romanzo. La scrittura diventa così un ulteriore strumento di esplorazione dell’animo umano, in continuità con il percorso pittorico di Russo, che attraverso forme e colori indaga da sempre emozioni e inquietudini.
Un legame, quello tra letteratura e arte, già evidenziato dal maestro Enrico Crispolti, che ha sottolineato come nelle opere di Russo emerga il rapporto dell’uomo con l’esistenza e una ricerca artistica caratterizzata da una propria precisa coerenza.
Ne “L’ottavo angelo” storia e invenzione narrativa si intrecciano per restituire un’immagine intensa del Seicento, periodo di grandi cambiamenti e terreno fertile per le trasformazioni culturali che avrebbero preparato l’avvento dell’Illuminismo. Il risultato è un thriller storico che mette in dialogo pittura e filosofia, fede e dubbio, realtà storica e finzione narrativa.
Il libro sarà presentato martedì 6 ottobre 2026 alle ore 16.30, presso l’elegante Salone Bilotti dell’Archivio di Stato di Salerno, nell’ambito della rassegna “L’ora del tè”, curata dall’associazione culturale Scriptorium.
A dialogare con l’autore sarà Luciana Mauro, giornalista e scrittrice, mentre è previsto l’intervento del direttore dell’Archivio di Stato, Salvatore Amato. A chiudere l’incontro sarà un momento conviviale con tè e pasticcini.
L’ingresso è gratuito.










