BATTIPAGLIA. Non c’è pace per l’ospedale “Santa Maria della Speranza”. Il cronoprogramma per il ritorno alla piena operatività del nosocomio subisce l’ennesima battuta d’arresto, sollevando un polverone di polemiche sulla gestione della sanità locale. Dopo il primo rinvio dello scorso 10 ottobre e il successivo slittamento al 19, anche quest’ultima scadenza è ufficialmente saltata. Per la riapertura completa delle degenze l’orizzonte temporale si sposta adesso alla metà di novembre. Una situazione di stallo che ha innescato la dura reazione politica di Johnny Ricca, vicesegretario Vicario provinciale della Lega Salerno. «La salute dei cittadini non può essere appesa a un calendario che cambia continuamente», ha dichiarato l’esponente del carroccio, puntando il dito contro le continue promesse disattese. Secondo quanto emerso, a bloccare la riapertura sarebbero alcune lavorazioni ancora da ultimare, a cui dovranno seguire i necessari interventi di sanificazione degli ambienti. Passaggi obbligati per la sicurezza dei pazienti, ma che secondo la Lega evidenziano una grave carenza di pianificazione. «Chi indica una data ha il dovere di verificarne la sostenibilità. Non si possono alimentare aspettative per poi chiedere ai cittadini di aspettare ancora». Il caso valica i confini della Piana del Sele e diventa un banco di prova politico. Per Ricca, la responsabilità di questo caos organizzativo «chiama in causa la sinistra e il sistema di governo della sanità costruito da De Luca». Nel mirino finiscono i vertici dell’Asl, a cui viene chiesto conto di una programmazione inefficiente. Nel frattempo, i disagi ricadono interamente sulle famiglie del territorio e sugli operatori sanitari, costretti a lavorare in condizioni precarie, mentre le altre strutture ospedaliere della provincia di Salerno restano sotto pressione per assorbire i pazienti trasferiti. L’appello finale della Lega si concentra sulla richiesta di una svolta radicale in termini di trasparenza. Il sindacato chiede che l’Asl renda subito pubblico un cronoprogramma dettagliato, reparto per reparto, con l’elenco dei cantieri aperti e le date reali di riattivazione dei servizi. «La sicurezza è indispensabile, ma servono capacità organizzativa e risposte immediate. La Piana del Sele ha già aspettato abbastanza».










