Gestione del disagio giovanile e sicurezza nelle scuole al centro di un incontro formativo/informativo tenutosi in Prefettura con i dirigenti scolastici e i docenti delle quindici scuole secondarie di secondo grado della città di Salerno. L’obiettivo della riunione è stato quello di costruire un lavoro condiviso, basato su uno scambio di esperienze e conoscenze, a sostegno del sistema scolastico e in un’ottica di crescita comune.
È stata avviata una collaborazione stabile, con il coordinamento della Prefettura e dell’Ufficio scolastico Regionale, e la partecipazione di una rete di istituzioni che si occupano dell’universo giovanile: Tribunale e Procura della Repubblica per i minorenni, Forze di Polizia, Dipartimenti per le dipendenze e la salute mentale dell’Asl di Salerno, Servizi sociali del Comune di Salerno e Anci Campania.
Il tema della sicurezza nelle scuole, sempre più attuale anche per i gravissimi episodi di cronaca che si sono susseguiti recentemente, è infatti strettamente correlato al diffuso e complesso fenomeno del disagio giovanile – spesso legato a fragilità emotive e insicurezze – che ricomprende numerose patologie e dipendenze, quali ansia e depressione, disturbi alimentari, isolamento, aggressività, autolesionismo, bullismo, abuso di droghe, etc.
L’importanza di creare una solida rete istituzionale, per pianificare eventuali attività di controllo e intervenire tempestivamente ove necessario e soprattutto per prevenire e supportare i docenti e il mondo scolastico nelle relazioni con gli studenti, è stata recentemente evidenziata anche dalla direttiva dei Ministri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo è definire strategie e procedure condivise non solo per la gestione delle segnalazioni e degli episodi di violenza tra gli studenti ma anche per consentire ai docenti di individuare comportamenti ‘sentinella’, spia di un malessere sofferto dai ragazzi che, se non affrontato adeguatamente per tempo, potrebbe sfociare in criticità a livello psicologico o sociale, fino ad arrivare a violenza e aggressività o a isolamento e autolesionismo.
Il fenomeno del disagio giovanile è sempre più riconosciuto come fenomeno psicosociale diffuso e specchio di trasformazioni più ampie della società contemporanea, in cui i tradizionali punti di riferimento faticano a garantire stabilità e ascolto. Da qui la necessità di risposte coordinate che vadano oltre la dimensione individuale, coinvolgendo politiche educative, sociali e culturali.
Per far fronte a quella che sta diventando una vera e propria emergenza è stata condivisa anche l’importanza di coinvolgere le famiglie che svolgono un ruolo cruciale nella crescita e nello sviluppo emotivo, affettivo e sociale dei giovani.










