Battipaglia. Amministrazione Francese in Bilico: l’Ombra del Rendiconto 2025 su una Coalizione a Pezzi

BATTIPAGLIA – Il consiglio comunale del 24 aprile 2026 ha certificato quello che molti osservatori temevano: la sindaca Cecilia Francese non ha più una maggioranza solida. Tra urla, minacce di querela e una tensione che ha trasformato l’aula in un ring, l’ultimo assise ha messo a nudo una fragilità numerica che mette ora seriamente a rischio l’approvazione del prossimo Rendiconto 2025 (il Consiglio è fissato per il prossimo 30 aprile in prima convocazione, in seconda invece per il 4 maggio 2026). Il dibattito sulla revoca del PIAO è stato il detonatore di una crisi latente. La scelta di Pierpaolo Greco, consigliere di maggioranza, di abbandonare l’aula per contestare l’uso degli elenchi Asmel nelle assunzioni, ha lasciato la coalizione della sindaca scoperta. Il risultato del voto è un segnale d’allarme rosso: la mozione di revoca è stata respinta con soli 11 voti contrari a fronte di 10 favorevoli dell’opposizione. Un margine ridottissimo, che evidenzia come la maggioranza viaggi costantemente al di sotto della “quota sicurezza” di 13 presenze. I numeri parlano chiaro e sono impietosi. In un consiglio dove la minoranza conta 12 voti pronti a compattarsi, la soglia minima per governare senza affanni è fissata a 13. Tuttavia, negli ultimi consigli comunali, questa quota non è mai stata raggiunta in modo autonomo. L’attuale tenuta dell’amministrazione dipende interamente da due voti che, in contesti di maggiore stabilità, dovrebbero avere un peso diverso: Il voto della Sindaca Francese; Il voto del Presidente del Consiglio, Angelo Cappelli. Proprio Cappelli è finito nel mirino del capogruppo PD, Luigi D’Acampora, che lo ha accusato di agire come “ago della bilancia” politico piuttosto che come garante super partes. Senza il voto decisivo del Presidente, la maggioranza sarebbe andata sotto. Con questi presupposti, la strada verso l’approvazione del Rendiconto 2025 si preannuncia in salita. I precedenti non giocano a favore: le cronache recenti raccontano di sedute deserte o votazioni vinte per un soffio. Se Pierpaolo Greco o altri consiglieri “malpancisti” dovessero decidere di far mancare il proprio appoggio su un documento contabile così vitale, l’esperienza amministrativa della Francese potrebbe terminare bruscamente. “Le mie azioni sono solo nell’interesse della collettività”, ha dichiarato Greco lasciando l’aula. Una frase che suona come un avvertimento: la fedeltà alla coalizione non è più scontata. La tensione politica è ai massimi storici e lo scontro verbale tra D’Acampora e Cappelli, conclusosi con minacce di tribunale, è solo il sintomo di un nervosismo che attraversa tutta la macchina comunale. Senza un immediato chiarimento politico e un recupero dei numeri necessari, il rischio di un commissariamento non è più solo un’ipotesi dell’opposizione, ma un’ombra concreta sul futuro di Battipaglia.

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